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venerdì 13 settembre 2019

Gosos alla Santa Croce


La Santa Chiesa adora tre volte l’anno la Santa Croce di Nostro Signore Gesù Cristo: il Venerdì Santo, il 3 maggio in memoria della sua Invenzione e il 14 settembre in memoria della sua Esaltazione.  
Di seguito offriamo i gosos composti in onore della Santa Croce da Giovanni Delogu Ibba di Ittiri (1650 - 21 agosto 1738), Vicario foraneo, qualificatore del Santo Uffizio ed esaminatore sinodale della Diocesi di Bosa, poi rettore della parrocchia di Villanova Monteleone.



Pro chi in te su Onnipotente
mortu inclinat sa cabita,
Rughe santa, benedita
ti adoramus umilmente.

Pro chi in te s’eterna vida
pro nois leesit sa morte,
fatu su leone forte
berveghe mansa, ismarrids,
sa natura umana unida
umiliada onninamente.

Ca sa poliza firmada
pro sa culpa originale
dae Deus immortale
in te bidimus burrada
cun sa morte ingiusta dada
pro nois innozente.

Ca ses unicu istendarte
de sa Ecclesia Militante
contra su forte gigante
chi in s’inferru est postu a parte
a chie non balet arte
pro chi lu has fatu impotente.

Ca ses arma defensiva
nostra in sa dura battaglia
chi sa infernale canaglia
nos faghet e gherra viva
in sa cale captiva
si restet miseramente.

Ca ses turre diamantina,
propugnaculu divinu
a s’omine mortale
chi istat in gherra contina,
ue non bi faghet mina
su inimigu valente.

Ca ses ricchissima nae
de su pane celestiale,
e a s’omine mortale
ses de chelu sa giae,
de s’Ecclesia Santa trae
chi furat eternamente.

Ca ses veru timone
chi la guidat a su portu
cando caminat a tortu
in sa navigazione
cun alguna tentazione
chi la impellit fortemente.

Ca ses arbore dereta
chi sa nae flutuante
faghet istare costante
in sa notte oscura e neta
e cun virtude segreta
la guidat a s’oriente.

Ca ses vasu preziosu
pius chi non sa prata e oro
ch’inserrat cuddu tesoro
de licore sambinosu,
balsamu fine, odorosu
chi curat corpus e mente.

Ca ses catedra divina
ue su mastru celeste
contra sa morale peste
hat dadu esemplu e dottrina,
ca ses vera meighina
de dogni omine dolente.

Ca ses soliu elevadu
e tronu magestosu
ue su divinu isposu
istesit esaltadu
e dogni omine hat curadu
feridu dae su serpente.

Ca ses altissimu ponte
per ue senza rezelu
sas animas a su chelu
passan subra dogni monte,
pro si infriscare in su fonte
de sa gloria permanente.

Poiché in te l’Onnipotente
Morto reclina la testa,
Santa Croce benedetta
Ti adoriamo umilmente.

Poiché in te la vita eterna
per noi trovò la morte,
essendo divenuto il leone forte
pecora mansueta e smarrita,
la natura umana unita
umiliata completamente.

Ché la polizza firmata
per la colpa originale
in te vediamo cancellata
da Dio immortale,
con la morte ingiusta data
per noi all’Innocente.

Ché sei l’unico stendardo
della Chiesa militante
contro il forte gigante
che è rinchiuso nell’inferno,
per il quale non c’è arte che valga
perché l’hai fatto impotente.

Ché sei arma difensiva
Nostra nella dura battaglia,
che l’infernale canaglia
ci fa, e nelle guerra viva
nella quale prigioniera
essa rimane miseramente.

Ché sei torre adamantina,
propugnacolo divino
per l’uomo poveretto
che sta in guerra continua,
dove non gli reca minaccia
il nemico più valido.

Ché sei ricchissima nave
del pane celeste,
e per l’uomo mortale
sei la chiave del cielo,
santa trave della Chiesa
che dura in eterno.

Ché sei vero timone
che la guida al porto
quando cammina sulla rotta errata
nella navigazione
con qualche tentazione che la investe fortemente.

Ché sei albero diritto
che fa rimanere stabile
la nave ondeggiante
nelle notte oscura o limpida,
e con virtù segreta
la guida verso oriente.

Ché sei vaso prezioso
più dell’argento e dell’oro,
che racchiude quel tesoro
di liquido sanguinoso,
balsamo delicato e odoroso
che cura il corpo e la mente.

Ché sei cattedra divina
dove il maestro celeste,
contro la peste morale
ha dato esempio e dottrina;
ché sei vera medicina
d’ogni uomo dolente.

Ché sei soglio elevato
e trono maestoso
dove lo sposo divino
stette esaltato,
e curò ogni uomo
ferito dal serpente.

Ché sei altissimo ponte
attraverso il quale, senza paura,
dirette al cielo le anime
passano sopra ogni monte,
per rinfrescarsi alla fonte
della gloria permanente.


(Giovanni Delogu Ibba , Index libri vitae, a cura di G. Marci, Cagliari, Centro di Studi Filologici Sardi/Cuec, 2003, pp. 289-293)

giovedì 14 settembre 2017

Esaltazione della santa Croce

La festa della Santa Croce del 14 settembre, secondo quando leggiamo nel Martirologio Romano, ha come oggetto il recupero della santa Croce caduta nelle mani dei Persiani da parte dell'imperatore Eraclio nel 692. In realtà questa solennità ebbe origianariamente come oggetto la vera e propria esaltazione (ostensione) del Vero Legno della Croce che si celebrava annualmente  nella basilica costantiniana del Calvario e della Resurrezione (dedicata il 14 settembre 335), in memoria della prima esaltazione che ne fece san Macario vescovo di Gerusalemme quando la Vera Croce fu riportata alla luce da sant'Elena. La Croce prima strumento di tortura e ignominia, pei meriti di Gesù Cristo, divenne la gloria e il trionfo per Lui e per tutti i cristiani, il trono del suo regno, il prezzo della nostra redenzione, la causa della nostra vita soprannaturale della grazia e il pegno della beatitudine celeste. Quindi abbracciamo volentieri, con pazienza e con gioia, la sofferenza, il dolore e le prove della vita. Facciamo bene il segno della croce, che racchiude i due misteri fondamentali della nostra fede e che è valido aiuto contro le tentazioni ed i pericoli dell’anima e del corpo.


INTROITUS
Gal 6:14.- Nos autem gloriári opórtet in Cruce Dómini nostri Iesu Christi: in quo est salus, vita et resurréctio nostra: per quem salváti et liberáti sumus. ~~ Ps 66:2.- Deus misereátur nostri, et benedícat nobis: illúminet vultum suum super nos, et misereátur nostri. ~~ Glória ~~ Nos autem gloriári opórtet in Cruce Dómini nostri Iesu Christi: in quo est salus, vita et resurréctio nostra: per quem salváti et liberáti sumus.

Gal 6:14.- Ci dobbiamo gloriare nella Croce di nostro Signore Gesù Cristo: in cui è la salvezza, la vita e la nostra resurrezione; per mezzo del quale siamo stati salvati e liberati.  ~~   Ps 66:2.- Dio abbia pietà di noi e ci benedica: faccia brillare su di noi il suo volto e ci usi misericordia.  ~~  Gloria  ~~  Ci dobbiamo gloriare nella Croce di nostro Signore Gesù Cristo: in cui è la salvezza, la vita e la nostra resurrezione; per mezzo del quale siamo stati salvati e liberati.


Gloria


ORATIO
Orémus.
Deus, qui nos hodiérna die Exaltatiónis sanctæ Crucis ánnua sollemnitáte lætíficas: præsta, quaesumus; ut, cuius mystérium in terra cognóvimus, eius redemptiónis praemia in coelo mereámur. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Dio, che ci allieti in questo giorno con l’annua solennità dell’Esaltazione della Santa Croce, concedici, Te ne preghiamo, che, come conosciamo in terra il mistero della Croce, così in cielo ne godiamo il frutto di redenzione. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Philippénses.
Philipp 2:5-11
Fratres: Hoc enim sentíte in vobis, quod et in Christo Iesu: qui, cum in forma Dei esset, non rapinam arbitrátus est esse se æquálem Deo: sed semetípsum exinanívit, formam servi accipiens, in similitudinem hóminum factus, et hábitu inventus ut homo. Humiliávit semetípsum, factus oboediens usque ad mortem, mortem autem crucis. Propter quod et Deus exaltávit illum: et donávit illi nomen, quod est super omne nomen: [hic genuflectitur] ut in nomine Iesu omne genu flectátur coeléstium, terréstrium et infernórum: et omnis lingua confiteátur, quia Dóminus Iesus Christus in glória est Dei Patris.

Fratelli: Abbiate gli stessi sentimenti che ebbe Gesù Cristo: il quale, essendo nella forma di Dio, non considerò questa sua uguaglianza a Dio come una rapina: ma annichilì sé stesso prendendo la forma di servo e, fatto simile agli uomini, apparve come semplice uomo. Umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte, e alla morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli diede un nome che è sopra ogni altro nome [qui ci si inginocchia] onde nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio in cielo, in terra e nell’inferno, e ogni lingua confessi che il Signore Gesù Cristo è nella gloria di Dio Padre.

GRADUALE
Phil 2:8-9
Christus factus est pro nobis oboediens usque ad mortem, mortem autem crucis.
V. Propter quod et Deus exaltávit illum, et dedit illi nomen, quod est super omne nomen.

Per noi Cristo si è fatto ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.
V. Per questo Dio lo esaltò e gli diede un nome che è sopra ogni altro nome.

ALLELUIA
Allelúia, allelúia.
Dulce lignum, dulces clavos, dúlcia ferens póndera: quæ sola fuísti digna sustinére Regem coelórum et Dóminum. Allelúia.

Alleluia, alleluia.
O dolce legno, amati chiodi, che sostenete l’amato peso: tu che sola fosti degna di sostenere il re dei cieli, il Signore. Alleluia.

EVANGELIUM
Sequéntia sancti Evangélii secúndum Ioánnem.
Ioann 12:31-36
In illo témpore: Dixit Iesus turbis Iudæórum: Nunc iudícium est mundi: nunc princeps huius mundi eiiciétur foras. Et ego si exaltátum fuero a terra, ómnia traham ad meipsum. Hoc autem dicébat, signíficans qua morte esset moritúrus. Respóndit ei turba. Nos audívimus ex lege, quia Christus manet in ætérnum: et quómodo tu dicis: Opórtet exaltári Fílium hóminis? Quis est iste Fílius hóminis? Dixit ergo eis Iesus: Adhuc módicum lumen in vobis est. Ambuláte, dum lucem habétis, ut non vos ténebræ comprehéndant: et qui ámbulat in ténebris, nescit, quo vadat. Dum lucem habétis, crédite in lucem, ut fílii lucis sitis.

In quel tempo: Gesù disse alle turbe dei Giudei: Ora si compie la condanna di questo mondo: ora il principe di questo mondo sarà per essere cacciato via. E io, quando sarò innalzato da terra, trarrò tutti a me. Ciò diceva per significare di qual morte sarebbe morto. Gli rispose la turba: Abbiamo appreso dalla legge che il Cristo vive in eterno: come dici allora che il Figlio dell’uomo sarà innalzato? Chi è questo Figlio dell’uomo? Disse allora Gesù ad essi: Ancora un poco è con voi la luce. Camminate mentre avete lume, affinché non vi sorprendano le tenebre: e chi cammina nelle tenebre non sa dove vada. Finché avete la luce, credete nella luce, per essere figli della luce.


Credo


OFFERTORIUM
Prótege, Dómine, plebem tuam per signum sanctæ Crucis ab ómnibus insídiis inimicórum ómnium: ut tibi gratam exhibeámus servitútem, et acceptábile fiat sacrifícium nostrum, allelúia.

O Signore, per il segno della santa Croce, proteggi il tuo popolo dalle insidie di tutti i nemici, affinché ti sia gradito il nostro servizio e accetto il nostro sacrificio. Alleluia.

SECRETA
Iesu Christi, Dómini nostri, Córpore et Sánguine saginándi, per quem Crucis est sanctifícátum vexíllum: quaesumus, Dómine, Deus noster; ut, sicut illud adoráre merúimus, ita perénniter eius glóriæ salutáris potiámur efféctu. Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

A noi che dobbiamo essere nutriti dal Corpo e dal Sangue del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo del quale fu santificato il vessillo della Croce, concedi, o Signore Dio nostro, che, come ci permettesti di adorare tale vessillo, così perennemente ne sperimentiamo l’effetto salutare. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRÆFATIO DE SANCTA CRUCE
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: Qui salútem humáni géneris in ligno Crucis constituísti: ut, unde mors oriebátur, inde vita resúrgeret: et, qui in ligno vincébat, in ligno quoque vincerétur: per Christum, Dóminum nostrum. Per quem maiestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admítti iúbeas, deprecámur, súpplici confessióne dicéntes

È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Che hai procurato la salvezza del genere umano col legno della Croce: così che da dove venne la morte, di là risorgesse la vita, e chi col legno vinse, dal legno fosse vinto: per Cristo nostro Signore. Per mezzo di Lui la tua maestà lodano gli Angeli, adorano le Dominazioni e tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtù celesti e i beati Serafini la celebrano con unanime esultanza. Ti preghiamo di ammettere con le loro voci anche le nostre, mentre supplici confessiamo dicendo

COMMUNIO
Per signum Crucis de inimícis nostris líbera nos, Deus noster.

Per il segno della Croce, liberaci dai nostri nemici, o Dio nostro.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Adésto nobis, Dómine, Deus noster: et, quos sanctæ Crucis lætári facis honóre, eius quoque perpétuis defénde subsídiis. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Assistici, o Signore Dio nostro, e coloro che Tu allieti colla solennità della S. Croce, difendili pure coi tuoi perpetui soccorsi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.