giovedì 2 novembre 2017

Commemorazione dei fedeli defunti

Il 2 novembre tutti i sacerdoti possono dal 1915 celebrare tre Messe, grazie alla pietà di Benedetto XV. Una delle Messe è lasciata all'intenzione del celebrante, la seconda è celebrata secondo le intenzioni del Papa e la terza per tutti i fedeli defunti.


PRIMA MESSA


INTROITUS
4 Esdr 2:34; 2:35 - Réquiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.  ~~  Ps 64:2-3 - Te decet hymnus, Deus, in Sion, et tibi reddétur votum in Ierúsalem: exáudi oratiónem meam, ad te omnis caro véniet.  ~~  Réquiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.

4 Esdr 2:34; 2:35 - L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.  ~~  Ps 64:2-3 - In Sion, Signore, ti si addice la lode, in Gerusalemme a te si compia il voto. Ascolta la preghiera del tuo servo, poiché giunge a te ogni vivente.  ~~  L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.

ORATIO
Orémus.
Fidélium, Deus, ómnium Cónditor et Redémptor: animábus famulórum famularúmque tuárum remissiónem cunctórum tríbue peccatórum; ut indulgéntiam, quam semper optavérunt, piis supplicatiónibus consequántur:Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Dio, creatore e redentore di tutti i fedeli: concedi alle anime dei tuoi servi e delle tue serve la remissione di tutti i peccati; affinché, per queste nostre pie suppliche, ottengano l’indulgenza che hanno sempre desiderato:Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Corínthios.
1 Cor 15:51-57
Fratres: Ecce, mystérium vobis dico: Omnes quidem resurgámus, sed non omnes immutábimur. In moménto, in ictu óculi, in novíssima tuba: canet enim tuba, et mórtui resúrgent incorrúpti: et nos immutábimur. Opórtet enim corruptíbile hoc induere incorruptiónem: et mortále hoc indúere immortalitátem. Cum autem mortále hoc indúerit immortalitátem, tunc fiet sermo, qui scriptus est: Absórpta est mors in victória. Ubi est, mors, victória tua? Ubi est, mors, stímulus tuus? Stímulus autem mortis peccátum est: virtus vero peccáti lex. Deo autem grátias, qui dedit nobis victóriam per Dóminum nostrum Iesum Christum.

Fratelli: Ecco, vi dico un mistero: risorgeremo tutti, ma non tutti saremo cambiati. In un momento, in un batter d’occhi, al suono dell’ultima tromba: essa suonerà e i morti risorgeranno incorrotti: e noi saremo trasformati. Bisogna infatti che questo corruttibile corpo rivesta l’incorruttibilità: e questo mortale corpo rivesta l’immortalità. E quando questo corpo mortale rivestirà l’immortalità, allora sarà ciò che è scritto: La morte è stata assorbita dalla vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? dov’è, o morte, il tuo pungiglione? Ora, il pungiglione della morte è il peccato: e la forza del peccato è la legge. Ma sia ringraziato Iddio, che ci diede la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo.

GRADUALE
4 Esdr 2:34 et 35.
Réquiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.
Ps 111:7.
In memória ætérna erit iustus: ab auditióne mala non timébit.

L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
V. Il giusto sarà sempre nel ricordo, non teme il giudizio sfavorevole.

TRACTUS
Absólve, Dómine, ánimas ómnium fidélium defunctorum ab omni vínculo delictórum.
V. Et grátia tua illis succurrénte, mereántur evádere iudícium ultiónis.
V. Et lucis ætérnæ beatitúdine pérfrui.

Libera, Signore, le anime di tutti i fedeli defunti da ogni legame di peccato.
V. Con il soccorso della tua grazia possano evitare la condanna.
V. e godere la gioia della luce eterna

SEQUENTIA
Dies iræ, dies illa
solvet sæclum in favílla:
teste David cum Sibýlla.

Quantus tremor est futúrus, 
quando iudex est ventúrus, 
cuncta stricte iscussúrus!

Tuba mirum spargens sonum 
per sepúlcra regiónum,
coget omnes ante thronum.

Mors stupébit et natúra, 
cum resúrget creatúra, 
iudicánti responsúra.

Liber scriptus proferétur,
in quo totum continétur,
unde mundus iudicétur.

Iudex ergo cum sedébit,
quidquid latet, apparébit:
nil multum remanébit.

Quid sum miser tunc dictúrus?
Quem patrónum rogatúrus,
cum vix iustus sit secúrus?

Rex treméndæ maiestátis, 
qui salvándos salvas gratis,
salva me, fons pietátis.

Recordáre, Iesu pie, 
quod sum causa tuæ viæ: 
ne me perdas illa die.

Quærens me, sedísti lassus:
redemísti crucem passus: 
tantus labor non sit cassus.

Iuste iudex ultiónis, 
donum fac remissiónis 
ante diem ratiónis.

Ingemísco, tamquam reus:
culpa rubet vultus meus: 
supplicánti parce, Deus.

Qui Maríam absolvísti, 
et latrónem exaudísti, 
mihi quoque spem dedísti.

Preces meæ non sunt dignæ: 
sed tu bonus fac benígne 
ne perénni cremer igne.

Inter oves locum præsta, 
et ab hoedis me sequéstra, 
státuens in parte dextra.

Confutátis maledíctis, 
flammis ácribus addíctis: 
voca me cum benedíctis.

Oro supplex et acclínis, 
cor contrítum quasi cinis: 
gere curam mei finis.

Lacrimósa dies illa, 
qua resúrget ex favílla 
iudicándus homo reus.

Huic ergo parce, Deus: 
pie Iesu Dómine, 
dona eis réquiem. Amen.


Giorno d'ira sarà quel giorno,
quando il mondo diventerà cenere,
come annunziarono Davide e la Sibilla.

Quale spavento ci sarà
all'apparire del Giudice,
che su tutto farà un esame severo.

L'alto squillo di una tromba
passerà ovunque sulle tombe
e raccoglierà tutti dinanzi al trono.

Natura e morte, con stupore,
vedranno gli uomini risorgere
per rendere conto al Giudice.

Allora sarà aperto il libro
sul quale tutto è segnato
per il giudizio del mondo.

Davanti al giudice, assiso in trono,
apparirà ogni segreto,
niente rimarrà impunito.

Nella mia miseria che dirò?
che avvocato inviterò,
se il giusto è appena sicuro?

O Re di terribile maestà,
che salvi chi vuoi, per tuo dono:
salvami, o sorgente di amore!

O Gesù amoroso, ricorda
che per me tu sei venuto,
non lasciarmi perire, in quel giorno.

Per cercarmi, ti sei affaticato;
per salvarmi hai sofferto la croce;
non sia inutile tanta sofferenza!

O Giudice, giusto nel punire,
concedimi il perdono
prima del giorno del giudizio.

Come un colpevole, io tremo,
e il rossore è sul mio· volto:
o Dio, perdona chi ti supplica!

Tu, che hai perdonato Maria
ed esaudito il ladrone,
a me pure hai dato speranza.

Le mie suppliche non sono degne:
ma tu, buono, concedi benigno
che io non bruci nel fuoco eterno.

Mettimi fra gli agnelli,
e, separandomi dai capri,
ponimi alla tua destra.

Mentre saranno confusi i maledetti,
e condannati al fuoco divorante,
tu chiamami insieme ai benedetti.

Ti supplico umilmente prostrato,
con il cuore spezzato, come polvere:
prendi a cuore il mio destino.

Giorno di pianto sarà quel giorno,
quando dalle ceneri risorgerà il peccatore
per ascoltare la sentenza.

O Dio, concedigli il perdono!
o pietoso Signore Gesù,
dona loro il riposo. Amen.

EVANGELIUM
Sequéntia    sancti Evangélii secúndum Ioánnem.
Ioann 5:25-29
In illo témpore: Dixit Iesus turbis Iudæórum: Amen, amen, dico vobis, quia venit hora, et nunc est, quando mórtui áudient vocem Fílii Dei: et qui audíerint, vivent. Sicut enim Pater habet vitam in semetípso, sic dedit et Fílio habére vitam in semetípso: et potestátem dedit ei iudícium fácere, quia Fílius hóminis est. Nolíte mirári hoc, quia venit hora, in qua omnes, qui in monuméntis sunt, áudient vocem Fílii Dei: et procédent, qui bona fecérunt, in resurrectiónem vitæ: qui vero mala egérunt, in resurrectiónem iudícii.

In quel tempo: Gesù disse alle turbe dei Giudei: In verità, in verità vi dico, viene l’ora, ed è questa, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio: e chi l’avrà udita, vivrà. Perché come il Padre ha la vita in sè stesso, così diede al Figlio di avere la vita in sé stesso: e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non vi stupite di questo, perché viene l’ora in cui quanti sono nei sepolcri udranno la voce del Figlio di Dio: e ne usciranno, quelli che fecero il bene per una resurrezione di vita: quelli che fecero il male per una resurrezione di condanna.

OFFERTORIUM
Dómine Iesu Christe, Rex glóriæ, líbera ánimas ómnium fidélium defunctórum de poenis inférni et de profúndo lacu: líbera eas de ore leónis, ne absórbeat eas tártarus, ne cadant in obscúrum: sed sígnifer sanctus Míchaël repræséntet eas in lucem sanctam:
* Quam olim Abrahæ promisísti et sémini eius.
V. Hóstias et preces tibi, Dómine, laudis offérimus: tu súscipe pro animábus illis, quarum hódie memóriam fácimus: fac eas, Dómine, de morte transíre ad vitam.
* Quam olim Abrahæ promisísti et sémini eius.

Signore Gesù Cristo, Re della gloria, libera tutti i fedeli defunti dalle pene dell'inferno e dall'abisso. Salvali dalla bocca del leone; che non li afferri l'inferno e non scompaiano nel buio. L'arcangelo san Michele li conduca alla santa luce
* che tu un giorno hai promesso ad Abramo e alla sua discendenza.
V. Noi ti offriamo, Signore, sacrifici e preghiere di lode: accettali per l'anima di quelli di cui oggi facciamo memoria. Fa' che passino, Signore, dalla morte alla vita,
* che tu un giorno hai promesso ad Abramo e alla sua discendenza.

SECRETA
Hóstias, quaesumus, Dómine, quas tibi pro animábus famulórum famularúmque tuárum offérimus, propitiátus inténde: ut, quibus fídei christiánæ méritum contulísti, dones et praemium. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Guarda propizio, Te ne preghiamo, o Signore, queste ostie che Ti offriamo per le anime dei tuoi servi e delle tue serve: affinché, a coloro cui concedesti il merito della fede cristiana, ne dia anche il premio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRÆFATIO DEFUNCTORUM
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: per Christum, Dóminum nostrum. In quo nobis spes beátæ resurrectiónis effúlsit, ut, quos contrístat certa moriéndi condício, eósdem consolétur futúræ immortalitátis promíssio. Tuis enim fidélibus, Dómine, vita mutátur, non tóllitur: et, dissolúta terréstris huius incolátus domo, ætérna in coelis habitátio comparátur. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia coeléstis exércitus hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicéntes

E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e dovunque a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore. In lui rifulse a noi la speranza della beata risurrezione: e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consoli la promessa dell'immortalità futura. Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata: e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un'abitazione eterna nel cielo. E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l'inno della tua gloria

COMMUNIO
4 Esdr 2:35; 2:34
Lux ætérna lúceat eis, Dómine:
* Cum Sanctis tuis in ætérnum: quia pius es.
V. Requiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.
* Cum Sanctis tuis in ætérnum: quia pius es.

Splenda ad essi la luce perpetua,
* insieme ai tuoi santi, in eterno, o Signore, perché tu sei buono.
V. L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
* Insieme ai tuoi santi, in eterno, Signore, perché tu sei buono.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Animábus, quaesumus, Dómine, famulórum famularúmque tuárum orátio profíciat supplicántium: ut eas et a peccátis ómnibus éxuas, et tuæ redemptiónis fácias esse partícipes: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum.
 Amen.

Preghiamo.
Ti preghiamo, o Signore, che  le nostre supplici preghiere giovino alle anime dei tuoi servi e delle tue serve: affinché Tu le purifichi da ogni colpa e le renda partecipi della tua redenzione: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen. 





SECONDA MESSA 


INTROITUS
4 Esdr 2:34; 2:35 Réquiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.  ~~  Ps 64:2-3 - Te decet hymnus, Deus, in Sion, et tibi reddétur votum in Ierúsalem: exáudi oratiónem meam, ad te omnis caro véniet.  ~~  Réquiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.

4 Esdr 2:34; 2:35 - L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.  ~~  Ps 64:2-3 - In Sion, Signore, ti si addice la lode, in Gerusalemme a te si compia il voto. Ascolta la preghiera del tuo servo, poiché giunge a te ogni vivente.  ~~  L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.

ORATIO
Orémus.
Deus, indulgentiárum Dómine: da animábus famulórum famularúmque tuárum refrigérii sedem, quiétis beatitúdinem et lúminis claritátem. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Dio, Signore di misericordia, accorda alle anime dei tuoi servi e delle tue serve la dimora della pace, il riposo delle beatitudine e lo splendore della luce. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio libri Machabæórum.
2 Mach 12:43-46
In diébus illis: Vir fortíssimus Iudas, facta collatióne, duódecim mília drachmas argénti misit Ierosólymam, offérri pro peccátis mortuórum sacrifícium, bene et religióse de resurrectióne cógitans, nisi enim eos, qui cecíderant, resurrectúros speráret, supérfluum viderétur et vanum oráre pro mórtuis: et quia considerábat, quod hi, qui cum pietáte dormitiónem accéperant, óptimam habérent repósitam grátiam. Sancta ergo et salúbris est cogitátio pro defunctis exoráre, ut a peccátis solvántur.

In quei giorni: il valorosissimo Giuda, fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dramme d'argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio, agendo così in modo molto buono e nobile, suggerito dal pensiero della risurrezione. Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli considerava la magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato.

GRADUALE
4 Esdr 2:34 et 35.
Réquiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.
Ps 111:7.
In memória ætérna erit iustus: ab auditióne mala non timébit.

L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
V. Il giusto sarà sempre nel ricordo, non teme il giudizio sfavorevole.

TRACTUS
Absólve, Dómine, ánimas ómnium fidélium defunctorum ab omni vínculo delictórum.
V. Et grátia tua illis succurrénte, mereántur evádere iudícium ultiónis.
V. Et lucis ætérnæ beatitúdine pérfrui.

Libera, Signore, le anime di tutti i fedeli defunti da ogni legame di peccato.
V. Con il soccorso della tua grazia possano evitare la condanna.
V. e godere la gioia della luce eterna

SEQUENTIA
Dies iræ, dies illa
solvet sæclum in favílla:
teste David cum Sibýlla.

Quantus tremor est futúrus, 
quando iudex est ventúrus, 
cuncta stricte iscussúrus!

Tuba mirum spargens sonum 
per sepúlcra regiónum,
coget omnes ante thronum.

Mors stupébit et natúra, 
cum resúrget creatúra, 
iudicánti responsúra.

Liber scriptus proferétur,
in quo totum continétur,
unde mundus iudicétur.

Iudex ergo cum sedébit,
quidquid latet, apparébit:
nil multum remanébit.

Quid sum miser tunc dictúrus?
Quem patrónum rogatúrus,
cum vix iustus sit secúrus?

Rex treméndæ maiestátis, 
qui salvándos salvas gratis,
salva me, fons pietátis.

Recordáre, Iesu pie, 
quod sum causa tuæ viæ: 
ne me perdas illa die.

Quærens me, sedísti lassus:
redemísti crucem passus: 
tantus labor non sit cassus.

Iuste iudex ultiónis, 
donum fac remissiónis 
ante diem ratiónis.

Ingemísco, tamquam reus:
culpa rubet vultus meus: 
supplicánti parce, Deus.

Qui Maríam absolvísti, 
et latrónem exaudísti, 
mihi quoque spem dedísti.

Preces meæ non sunt dignæ: 
sed tu bonus fac benígne 
ne perénni cremer igne.

Inter oves locum præsta, 
et ab hoedis me sequéstra, 
státuens in parte dextra.

Confutátis maledíctis, 
flammis ácribus addíctis: 
voca me cum benedíctis.

Oro supplex et acclínis, 
cor contrítum quasi cinis: 
gere curam mei finis.

Lacrimósa dies illa, 
qua resúrget ex favílla 
iudicándus homo reus.

Huic ergo parce, Deus: 
pie Iesu Dómine, 
dona eis réquiem. Amen.


Giorno d'ira sarà quel giorno,
quando il mondo diventerà cenere,
come annunziarono Davide e la Sibilla.

Quale spavento ci sarà
all'apparire del Giudice,
che su tutto farà un esame severo.

L'alto squillo di una tromba
passerà ovunque sulle tombe
e raccoglierà tutti dinanzi al trono.

Natura e morte, con stupore,
vedranno gli uomini risorgere
per rendere conto al Giudice.

Allora sarà aperto il libro
sul quale tutto è segnato
per il giudizio del mondo.

Davanti al giudice, assiso in trono,
apparirà ogni segreto,
niente rimarrà impunito.

Nella mia miseria che dirò?
che avvocato inviterò,
se il giusto è appena sicuro?

O Re di terribile maestà,
che salvi chi vuoi, per tuo dono:
salvami, o sorgente di amore!

O Gesù amoroso, ricorda
che per me tu sei venuto,
non lasciarmi perire, in quel giorno.

Per cercarmi, ti sei affaticato;
per salvarmi hai sofferto la croce;
non sia inutile tanta sofferenza!

O Giudice, giusto nel punire,
concedimi il perdono
prima del giorno del giudizio.

Come un colpevole, io tremo,
e il rossore è sul mio· volto:
o Dio, perdona chi ti supplica!

Tu, che hai perdonato Maria
ed esaudito il ladrone,
a me pure hai dato speranza.

Le mie suppliche non sono degne:
ma tu, buono, concedi benigno
che io non bruci nel fuoco eterno.

Mettimi fra gli agnelli,
e, separandomi dai capri,
ponimi alla tua destra.

Mentre saranno confusi i maledetti,
e condannati al fuoco divorante,
tu chiamami insieme ai benedetti.

Ti supplico umilmente prostrato,
con il cuore spezzato, come polvere:
prendi a cuore il mio destino.

Giorno di pianto sarà quel giorno,
quando dalle ceneri risorgerà il peccatore
per ascoltare la sentenza.

O Dio, concedigli il perdono!
o pietoso Signore Gesù,
dona loro il riposo. Amen.

EVANGELIUM
Sequéntia    sancti Evangélii secúndum Ioánnem.
Ioann 6:37-40
In illo témpore: Dixit Iesus turbis Iudæórum: Omne, quod dat mihi Pater, ad me véniet: et eum, qui venit ad me, non eiíciam foras: quia descéndi de cælo, non ut fáciam voluntátem meam, sed voluntátem eius, qui misit me. Hæc est autem volúntas eius, qui misit me, Patris: ut omne, quod dedit mihi, non perdam ex eo, sed resúscitem illud in novíssimo die. Hæc est autem volúntas Patris mei, qui misit me: ut omnis, qui videt Fílium et credit in eum, hábeat vitam ætérnam, et ego resuscitábo eum in novíssimo die.

In quel tempo: Gesù disse alla moltitudine dei Giudei: Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figliuolo e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

OFFERTORIUM
Dómine Iesu Christe, Rex glóriæ, líbera ánimas ómnium fidélium defunctórum de poenis inférni et de profúndo lacu: líbera eas de ore leónis, ne absórbeat eas tártarus, ne cadant in obscúrum: sed sígnifer sanctus Míchaël repræséntet eas in lucem sanctam:
* Quam olim Abrahæ promisísti et sémini eius.
V. Hóstias et preces tibi, Dómine, laudis offérimus: tu súscipe pro animábus illis, quarum hódie memóriam fácimus: fac eas, Dómine, de morte transíre ad vitam.
* Quam olim Abrahæ promisísti et sémini eius.

Signore Gesù Cristo, Re della gloria, libera tutti i fedeli defunti dalle pene dell'inferno e dall'abisso. Salvali dalla bocca del leone; che non li afferri l'inferno e non scompaiano nel buio. L'arcangelo san Michele li conduca alla santa luce
* che tu un giorno hai promesso ad Abramo e alla sua discendenza.
V. Noi ti offriamo, Signore, sacrifici e preghiere di lode: accettali per l'anima di quelli di cui oggi facciamo memoria. Fa' che passino, Signore, dalla morte alla vita,
* che tu un giorno hai promesso ad Abramo e alla sua discendenza.

SECRETA
Propitiáre, Dómine, supplicatiónibus nostris, pro animábus famulórum famularúmque tuárum, pro quibus tibi offérimus sacrifícium laudis; ut eas Sanctórum tuórum consórtio sociáre dignéris. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Sii propizio, o Signore, alle nostre suppliche in favore delle anime dei tuoi servi e delle tue serve, per le quali Ti offriamo questo sacrificio di lode, affinché Tu le accolga nella società dei tuoi Santi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRÆFATIO DEFUNCTORUM
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: per Christum, Dóminum nostrum. In quo nobis spes beátæ resurrectiónis effúlsit, ut, quos contrístat certa moriéndi condício, eósdem consolétur futúræ immortalitátis promíssio. Tuis enim fidélibus, Dómine, vita mutátur, non tóllitur: et, dissolúta terréstris huius incolátus domo, ætérna in coelis habitátio comparátur. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia coeléstis exércitus hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicéntes

E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e dovunque a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore. In lui rifulse a noi la speranza della beata risurrezione: e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consoli la promessa dell'immortalità futura. Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata: e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un'abitazione eterna nel cielo. E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l'inno della tua gloria

COMMUNIO
4 Esdr 2:35; 2:34
Lux ætérna lúceat eis, Dómine:
* Cum Sanctis tuis in ætérnum: quia pius es.
V. Requiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.
* Cum Sanctis tuis in ætérnum: quia pius es.

Splenda ad essi la luce perpetua,
* insieme ai tuoi santi, in eterno, o Signore, perché tu sei buono.
V. L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
* Insieme ai tuoi santi, in eterno, Signore, perché tu sei buono.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Præsta, quaesumus, Dómine: ut ánimæ famulórum famularúmque tuárum, his purgátæ sacrifíciis, indulgéntiam páriter et réquiem cápiant sempitérnam. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.  Amen.

Preghiamo.
Fa’, Te ne preghiamo, o Signore, che le anime dei tuoi servi e delle tue serve, purificate da questo sacrificio, ottengano insieme il perdono ed il riposo eterno. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.




TERZA MESSA 


INTROITUS
4 Esdr 2:34; 2:35 Réquiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.  ~~  Ps 64:2-3 - Te decet hymnus, Deus, in Sion, et tibi reddétur votum in Ierúsalem: exáudi oratiónem meam, ad te omnis caro véniet.  ~~  Réquiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.

4 Esdr 2:34; 2:35 - L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.  ~~  Ps 64:2-3 - In Sion, Signore, ti si addice la lode, in Gerusalemme a te si compia il voto. Ascolta la preghiera del tuo servo, poiché giunge a te ogni vivente.  ~~  L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.

ORATIO
Orémus.
Deus, véniæ largítor et humánæ salútis amátor: quaesumus cleméntiam tuam; ut nostræ congregatiónis fratres, propínquos et benefactóres, qui ex hoc saeculo transiérunt, beáta María semper Vírgine intercedénte cum ómnibus Sanctis tuis, ad perpétuæ beatitúdinis consórtium perveníre concédas.Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Dio, che elargisci il perdono e vuoi la salvezza degli uomini, imploriamo la tua clemenza affinché, per l’intercessione della beata Maria sempre Vergine e di tutti i tuoi Santi, Tu conceda alle anime dei tuoi servi e delle tue serve la grazia di partecipare alla beatitudine eterna..Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio libri Apocalýpsis beáti Ioánnis Apóstoli
Apoc 14:13
In diébus illis: Audívi vocem de coelo, dicéntem mihi: Scribe: Beáti mórtui, qui in Dómino moriúntur. Amodo iam dicit Spíritus, ut requiéscant a labóribus suis: ópera enim illórum sequúntur illos.

In quei giorni, io intesi una voce dal cielo che mi diceva: «Scrivi: “Beati i morti che muoiono nel Signore”. Sì, fin d'ora - dice lo Spirito - essi riposano dalle loro fatiche, perché le loro opere li accompagnano».

GRADUALE
4 Esdr 2:34 et 35.
Réquiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.
Ps 111:7.
In memória ætérna erit iustus: ab auditióne mala non timébit.

L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
V. Il giusto sarà sempre nel ricordo, non teme il giudizio sfavorevole.

TRACTUS
Absólve, Dómine, ánimas ómnium fidélium defunctorum ab omni vínculo delictórum.
V. Et grátia tua illis succurrénte, mereántur evádere iudícium ultiónis.
V. Et lucis ætérnæ beatitúdine pérfrui.

Libera, Signore, le anime di tutti i fedeli defunti da ogni legame di peccato.
V. Con il soccorso della tua grazia possano evitare la condanna.
V. e godere la gioia della luce eterna

SEQUENTIA
Dies iræ, dies illa
solvet sæclum in favílla:
teste David cum Sibýlla.

Quantus tremor est futúrus, 
quando iudex est ventúrus, 
cuncta stricte iscussúrus!

Tuba mirum spargens sonum 
per sepúlcra regiónum,
coget omnes ante thronum.

Mors stupébit et natúra, 
cum resúrget creatúra, 
iudicánti responsúra.

Liber scriptus proferétur,
in quo totum continétur,
unde mundus iudicétur.

Iudex ergo cum sedébit,
quidquid latet, apparébit:
nil multum remanébit.

Quid sum miser tunc dictúrus?
Quem patrónum rogatúrus,
cum vix iustus sit secúrus?

Rex treméndæ maiestátis, 
qui salvándos salvas gratis,
salva me, fons pietátis.

Recordáre, Iesu pie, 
quod sum causa tuæ viæ: 
ne me perdas illa die.

Quærens me, sedísti lassus:
redemísti crucem passus: 
tantus labor non sit cassus.

Iuste iudex ultiónis, 
donum fac remissiónis 
ante diem ratiónis.

Ingemísco, tamquam reus:
culpa rubet vultus meus: 
supplicánti parce, Deus.

Qui Maríam absolvísti, 
et latrónem exaudísti, 
mihi quoque spem dedísti.

Preces meæ non sunt dignæ: 
sed tu bonus fac benígne 
ne perénni cremer igne.

Inter oves locum præsta, 
et ab hoedis me sequéstra, 
státuens in parte dextra.

Confutátis maledíctis, 
flammis ácribus addíctis: 
voca me cum benedíctis.

Oro supplex et acclínis, 
cor contrítum quasi cinis: 
gere curam mei finis.

Lacrimósa dies illa, 
qua resúrget ex favílla 
iudicándus homo reus.

Huic ergo parce, Deus: 
pie Iesu Dómine, 
dona eis réquiem. Amen.


Giorno d'ira sarà quel giorno,
quando il mondo diventerà cenere,
come annunziarono Davide e la Sibilla.

Quale spavento ci sarà
all'apparire del Giudice,
che su tutto farà un esame severo.

L'alto squillo di una tromba
passerà ovunque sulle tombe
e raccoglierà tutti dinanzi al trono.

Natura e morte, con stupore,
vedranno gli uomini risorgere
per rendere conto al Giudice.

Allora sarà aperto il libro
sul quale tutto è segnato
per il giudizio del mondo.

Davanti al giudice, assiso in trono,
apparirà ogni segreto,
niente rimarrà impunito.

Nella mia miseria che dirò?
che avvocato inviterò,
se il giusto è appena sicuro?

O Re di terribile maestà,
che salvi chi vuoi, per tuo dono:
salvami, o sorgente di amore!

O Gesù amoroso, ricorda
che per me tu sei venuto,
non lasciarmi perire, in quel giorno.

Per cercarmi, ti sei affaticato;
per salvarmi hai sofferto la croce;
non sia inutile tanta sofferenza!

O Giudice, giusto nel punire,
concedimi il perdono
prima del giorno del giudizio.

Come un colpevole, io tremo,
e il rossore è sul mio· volto:
o Dio, perdona chi ti supplica!

Tu, che hai perdonato Maria
ed esaudito il ladrone,
a me pure hai dato speranza.

Le mie suppliche non sono degne:
ma tu, buono, concedi benigno
che io non bruci nel fuoco eterno.

Mettimi fra gli agnelli,
e, separandomi dai capri,
ponimi alla tua destra.

Mentre saranno confusi i maledetti,
e condannati al fuoco divorante,
tu chiamami insieme ai benedetti.

Ti supplico umilmente prostrato,
con il cuore spezzato, come polvere:
prendi a cuore il mio destino.

Giorno di pianto sarà quel giorno,
quando dalle ceneri risorgerà il peccatore
per ascoltare la sentenza.

O Dio, concedigli il perdono!
o pietoso Signore Gesù,
dona loro il riposo. Amen.

EVANGELIUM
Sequéntia    sancti Evangélii secúndum Ioánnem.
Ioann 6:51-55
In illo témpore: Dixit Iesus turbis Iudæórum: Ego sum panis vivus, qui de coelo descéndi. Si quis manducáverit ex hoc pane, vivet in ætérnum: et panis, quem ego dabo, caro mea est pro mundi vita. Litigábant ergo Iudaei ad ínvicem, dicéntes: Quómodo potest hic nobis carnem suam dare ad manducándum? Dixit ergo eis Iesus: Amen, amen, dico vobis: nisi manducavéritis carnem Fílii hóminis et bibéritis eius sánguinem, non habébitis vitam in vobis. Qui mánducat meam carnem et bibit meum sánguinem, habet vitam ætérnam: et ego resuscitábo eum in novíssimo die.

In quel tempo: Gesù disse alla moltitudine dei Giudei: «Io sono il pane vivo, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò per la vita del mondo è la mia carne». I Giudei dunque mormoravano tra di loro, dicendo: «Come può costui darci da mangiare la sua carne?» Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figliuol dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

OFFERTORIUM
Dómine Iesu Christe, Rex glóriæ, líbera ánimas ómnium fidélium defunctórum de poenis inférni et de profúndo lacu: líbera eas de ore leónis, ne absórbeat eas tártarus, ne cadant in obscúrum: sed sígnifer sanctus Míchaël repræséntet eas in lucem sanctam:
* Quam olim Abrahæ promisísti et sémini eius.
V. Hóstias et preces tibi, Dómine, laudis offérimus: tu súscipe pro animábus illis, quarum hódie memóriam fácimus: fac eas, Dómine, de morte transíre ad vitam.
* Quam olim Abrahæ promisísti et sémini eius.

Signore Gesù Cristo, Re della gloria, libera tutti i fedeli defunti dalle pene dell'inferno e dall'abisso. Salvali dalla bocca del leone; che non li afferri l'inferno e non scompaiano nel buio. L'arcangelo san Michele li conduca alla santa luce
* che tu un giorno hai promesso ad Abramo e alla sua discendenza.
V. Noi ti offriamo, Signore, sacrifici e preghiere di lode: accettali per l'anima di quelli di cui oggi facciamo memoria. Fa' che passino, Signore, dalla morte alla vita,
* che tu un giorno hai promesso ad Abramo e alla sua discendenza.

SECRETA
Deus, cuius misericórdiæ non est númerus, súscipe propítius preces humilitátis nostræ: et animábus fratrum, propinquórum et benefactórum nostrórum, quibus tui nóminis dedísti confessiónem, per hæc sacraménta salútis nostræ, cunctórum remissiónem tríbue peccatórum.Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.Amen.

Dio, la cui misericordia è infinita, accogli propizio le nostre umili preghiere, e in grazia di questo sacramento della nostra salvezza, concedi la remissione di ogni peccato a tutti i fedeli defunti a cui hai accordato di dar testimonianza al tuo nome.Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRÆFATIO DEFUNCTORUM
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: per Christum, Dóminum nostrum. In quo nobis spes beátæ resurrectiónis effúlsit, ut, quos contrístat certa moriéndi condício, eósdem consolétur futúræ immortalitátis promíssio. Tuis enim fidélibus, Dómine, vita mutátur, non tóllitur: et, dissolúta terréstris huius incolátus domo, ætérna in coelis habitátio comparátur. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus cumque omni milítia coeléstis exércitus hymnum glóriæ tuæ cánimus, sine fine dicéntes

E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e dovunque a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore. In lui rifulse a noi la speranza della beata risurrezione: e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consoli la promessa dell'immortalità futura. Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata: e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un'abitazione eterna nel cielo. E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l'inno della tua gloria

COMMUNIO
4 Esdr 2:35; 2:34
Lux ætérna lúceat eis, Dómine:
* Cum Sanctis tuis in ætérnum: quia pius es.
V. Requiem ætérnam dona eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis.
* Cum Sanctis tuis in ætérnum: quia pius es.

Splenda ad essi la luce perpetua,
* insieme ai tuoi santi, in eterno, o Signore, perché tu sei buono.
V. L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua.
* Insieme ai tuoi santi, in eterno, Signore, perché tu sei buono.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Præsta, quaesumus, omnípotens et miséricors Deus: ut ánimæ fratrum, propinquórum et benefactórum nostrórum, pro quibus hoc sacrifícium laudis tuæ obtúlimus maiestáti; per huius virtútem sacraménti a peccátis ómnibus expiátæ, lucis perpétuæ, te miseránte, recípiant beatitúdinem.Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.Amen.

Preghiamo.
Fa’, o Dio onnipotente e misericordioso, che le anime dei tuoi servi e delle tue serve, per le quali abbiamo offerto alla tua maestà questo sacrificio di lode, purificate da tutti i peccati per l’efficacia di questo sacramento, ricevano per tua misericordia la felicità dell’eterna luce.Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.