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domenica 22 marzo 2020

[SARDINIA MARIANA] Inno alla Madonna delle Grazie "Signora di nostra Città"


Il convento dei Minori di San Pietro di Silki in Sassari conserva una Madonnina ma dalla grande potenza, la Vergine delle Grazie. Il simulacro fu rivenuto nel settembre del 1472 in occasione della predicazione che colà vi tenne il beato Bernardino da Feltre (1439-1494). Per l’insufficiente capienza della chiesa, fu eretto un pulpito posticcio. Una delle sue colonne - poi detta colonna del Miracolo - cadde su una madre col suo figliolo. Il beato ordinò di scavare nel basamento della colonna crollata e fu rinvenuta una Madonna col Bambino detta fin da subito “della Grazia”. Oggetto di una fortissima devozione diffusa in tutta la Provincia, sempre viva lungo i secoli a motivo delle copiosissime grazie ricevute, il 9 maggio 1909 la venerata Effigie, fu solennemente incoronata da Monsignor Pietro Balestra dei Minori Conventuali, Arcivescovo di Cagliari, delegato del Capitolo Vaticano, che officiò pure le altre cerimonie a causa della malattia che impediva Monsignor Emilio Parodi, Arcivescovo di Sassari. Nel maggio del 1943 Monsignor Arcangelo Mazzotti, dei Minori Conventuali, Arcivescovo Turritano, a seguito di una bomba che cadde rovinosamente nei pressi della stazione ferroviaria, chiese alla Vergine che alla città di Sassari fossero risparmiati i bombardamenti, che martoriarono invece Cagliari, pronunziando il celebre Voto. “Non essendo possibile riportare in processione la Madonna alla sua dimora abituale, ho disposto che il Simulacro venga trasportato in spalla dai vostri parroci che rappresentano i fedeli di tutta la città, senza corteo. Vuol dire che se la Madonna salverà la città a Lei dedicata e devota dai bombardamenti, ogni anno per sempre ogni sabato precedente l'ultima domenica di maggio, Nostra Signora verrà al Duomo ove confluiranno i pellegrini da tutte le parrocchie e la sera della domenica, con l'accompagnamento del Vescovo Turritano e di tutto il clero, oltre al popolo, il Simulacro sarà accompagnato al Santuario di San Pietro in una solenne processione, quella che oggi non possiamo fare”. Nostra Signora fece il miracolo - per tre volte, come risulta dalle testimonianze, il progettato bombardamento fu vanificato ora da una tempesta ora da un contrordine - e allora l’Arcivescovo nel 1944 decretò il Voto perpetuo e la festa connessa, che ancora oggi devotamente si celebrano: “La Madonna ha mantenuto la parola, adesso manteniamo la nostra”.

 Risultato immagini per SASSARI MADONNA DELLE GRAZIE


ALLA MADONNA DELLE GRAZIE
INNO DEL CONGRESSO 

del 1934
nel XXV dell’incoronazione


Tu Madre di Grazia – sul trono di gloria
Assisa Regina – del Dio Signor
Ogni alma redenta – ridice la storia
Materna potenza – prodigi d’amor.

Rit. Benedici, potente Regina,
al tuo popol che invoca pietà,
ai tuoi figli lo sguardo recliana,
o Signora di nostra Città.

Nel secolo  triste – di guerra, di stenti,
Se sparge rovina – il morbo fatal
Tu sola, Madonna, - con mani potenti,
Ne scampi, ritorni – lo spirto vital.

Rit. Benedici …

Disceser le turbe – dal piano e dai colli,
Rigonfie di fede – frementi d’amor,
Giuraron i grandi – ridisser le folle
Eterno ricordo – di tanto favor

Rit. Benedici …

Pregaron i santi – dai vasti pensieri,
Le fulgide glorie – di nostra città,
Dispersi pel mondo  - gli illustri pionieri
Portaron dovunque – virtù, civiltà.

Rit. Benedici

domenica 8 dicembre 2019

Gosos all'Immacolata


Sempre forte e viva fu (ed ancora è) la devozione del popolo sardo verso la Madre di Dio la quale sotto vari titoli è venerata in ogni angolo dell’Isola dalle metropolitane alle più modeste chiesuole di campagna. In prima linea fu inoltre il Regno di Sardegna nella difesa e perorazione della dottrina del Concepimento di Nostra Signora senza il peccato originale: nel 1632 fu formalmente formulato il Voto dell’Immacolata e nel 1656, nel riconfermarlo, il Regno Sardo si pose sotto il Patronato della Vergine purissima concepita senza il peccato originale. Per onorare la nostra Patrona riproduciamo e proponiamo al Lettore questi gosos settecenteschi del Licheri a Lei dedicati.



D’eternas lughes bestida
perfettissima aurora,
serenissima Segnora
senza culpa cuncepida.

Sole privilegiadu
de dogni attrivida nue
pro esser su tronu inue
Deus s’est intronizzadu,
alma chi no hat gustadu
de sa frutta proibida.

Passat in sa Cuncezione
senza culpa originale
a sa forma razionale,
de sa forma de embrione
pro divina ordinazione
de sa grazia prevenida.

Sa sapienzia chi perdesit
Eva cun imprudenzia
pro Divina Providenzia
a Maria descendesit,
e Segnora la fattesit
de sa morte e de sa vida.

Eva su chelu serresit
e Maria lu aberesit,
Eva su mundu perdesit
e Maria lu riacquistesit,
Eva sa morte nos desit
e Maria eterna vida.

In sa prima aspirazione
de sos alentos vitales
sos favores celestiales
Bos preservan de lesione
dandebos esenzione
de sa pena istatuida.

Inter ispinas resplendet
custu lizu angelicale,
ca sa culpa originale
a Maria non cumprendet,
giachi Deus la pretendet
de ogni mancia pulida.

Impignat pro cust’onore
su Babbu s’onnipotenzia,
su Fizu sa sapienza
e s’Ispiritu s’amore,
cuncurrinde a su favore
s’alta Trinidade unida.

D’eterne luci rivestita,
perfettissima aurora,
serenissima Signora
senza colpa concepita.

Sole eletto
fra le nubi,
per essere il trono dove
Dio s’è intronizzato,
anima che non ha gustato
della frutta proibita.

Passa nella Concezione
senza colpa originale
alla forma razionale
dalla forma d’embrione,
per divina ordinazione
dalla grazia prevenuta.

La sapienza che perdette
Eva con imprudenza,
per divina provvidenza
in Maria discese
e Signora la fece
della morte e della vita

Eva il cielo chiuse
e Maria l’ha riaperto,
Eva il mondo perse
e Maria l’ha riacquistato,
Eva la morte ci ha dato
e Maria l’eterna vita.

Nella prima aspirazione
degli aneliti vitali,
i favori celestiali
vi preservan da lesione,
dandovi esenzione
dalla pena stabilita.

Fra le spine risplende
quale giglio angelicale,
ché la colpa originale
Maria non comprende,
giacché Dio la pretende
d’ogni macchia pulita.

Impegna per quest’onore
il Padre l’onnipotenza,
il Figlio la sapienza
e lo Spirito l’amore,
concorre a tal favore
l’alta Trinità unita.


(Giovanni Dore, Gosos e Ternuras, Vol. I, Nuoro, 1983, p. 36. Traduzione letterale a cura di Giuliano Zoroddu)

sabato 7 settembre 2019

Gosos per la Natività di Maria

Natívitas tua, Dei Génetrix Virgo, gáudium annuntiávit univérso mundo: ex te enim ortus est sol justítiæ, Christus Deus noster: qui solvens maledictiónem, dedit benedictiónem; et confúndens mortem, donávit nobis vitam sempitérnam” canta la Chiesa ai Vespri della Natività di Maria Santissima, una delle feste più antiche in onore della Madre di Dio. Lo stesso concetto esprimono i seguenti gosos: la Nascita dell’Immacolata, prefigurata dalle varie sante donne dell’Antico Testamento e profetata da Isaia in quella verga di Jesse che avrebbe germogliato il Messia promesso, ci apporta la gioia della Redenzione. Nella Vergine che oggi veneriamo Bambina, al momento stabilità ab aeterno da Dio, si sarebbe incarnato il Verbo, Gesù Cristo nostro Redentore.


Grazias a s’altu Segnore
fetat d’ogni gerarchia
pro ch’est naschida Maria
Mama de su Redentore.

Naschit lughes ostendende
s’aurora misteriosa,
cale vara prodigiosa
portentos pronostichende,
beneficios derramende
a s’afflittu peccadore.

Naschit giucunda e ufana
formend’in rajos donosos
crepuscolos luminosos
a sa redenzione umana,
e cun grazia soberana
a s’alma offerit favore.

Naschit sa femina forte
chi Salomone chirchesit,
naschit sa chi reparesit
sos istragos de sa morte,
naschit de s’eterna corte
su doradu risplendore.

Naschit sa Fiza istimada
de s’Eternu Criadore,
de su veru Redentore
naschit sa Mama ispettada,
e naschit s’Isposa amada
de s’altu Consoladore.

Naschit sa vara sagrada
de su truncu de Jessè,
naschit de s’eternu Re
sa prenda pius preziada,
Sunamitis trasformada
cun disfrassos de amore.

Naschit s’aquila reale
chi cun modos peregrinos
ponet sos fizos bighinos
a su sole celestiale,
naschit sa manzaniale
de donos de su Segnore.

Naschit sa Rachel ermosa
e naschit Lia fecunda,
e naschit Sara giocunda,
naschit sa Jael donosa,
sa Debora poderosa,
sa Juditta de pius valore.

Naschit s’Ester figurada,
naschit Ruth ossechiosa,
e naschit sa mezus rosa
ch’est in Gerico plantada,
e naschit predestinada
Rejna d’ogni fiore.

Naschit oe s’Ave Maria
piena de grazia e onore,
ca cun issa est su Segnore
in perpetua cumpagnia;
su chelu e terra a porfia
tributan gloria e onore.

Naschit su cuntentu e gosu,
naschit s’arrimu e amparu,
naschit s’azudu e reparu,
naschit s’alliviu e reposu,
patrociniu poderosu
de su triste peccadore.

Arrivat a portu sa nave
de su mezus mercaderi,
ch’in movimentu lizeri
nos portas su pane suave,
cottu cun misteriu grave
in fiamas de amore.

Naschit de s’alta zittade
sa torrente cristallina,
naschit s’Infante divina
de sa Santa Trinidade,
de s’umana libertade
naschit su brillante albore.



Grazie all’alto Signore
renda ogni gerarchia,
perché è nata Maria
Madre del Redentore.

Nasce spandendo luci
l’aurora misteriosa,
quale verga prodigiosa
portenti preannunziando,
spargendo benefici
all’afflitto peccatore.

Nasce gioconda e gloriosa,
formando raggi graziosi,
crepuscoli luminosi
della redenzione umana,
e con grazia sovrana
offre all’anima il favore.

Nasce la donna forte
che Salomone cercò,
nasce colei che riparò
gli strali della morte,
nasce dell’eterna corte
il dorato risplendere.

Nasce la figlia diletta
dell’Eterno Creatore,
del vero Redentore
nasce la Madre anelata
e nasce la Sposa amata
dell’alto Consolatore.

Nasce la verga sacrata
del tronco di Iesse,
nasce dell’eterno Re,
il gioiello più prezioso
Sulamitide trasformata
rivestita d’amore.

Nasce l’aquila reale
che con modi peregrini
pone i figli vicini
al Sole celestiale,
nasce la fonte fluente
dei doni del Signore.

Nasce la bella Rachele
e nasce la feconda Lia,
nasce la Sara gioconda,
nasce la graziosa Giaele,
la potente Debora,
la Giuditta con più valore.

Nasce l’Ester figurata,
nasce Ruth ossequiosa,
e nasce la miglior rosa
ch’è in Gerico piantata,
e nasce predestinata
Regina d’ogni fiore.

Nasce oggi l’Ave Maria
piena di grazia e onore,
perché con lei è il Signore
in perpetua compagnia;
cielo e terra in gran teoria
le tributan gloria e onore.

Nasce la felicità e il gaudio,
nasce l’appoggio e il rifugio,
nasce l’aiuto e il riparo,
nasce il sollievo e il riposo,
il patrocinio poderoso
del triste peccatore.

Arriva al porto la nave
del migliore dei mercanti,
che con movimento leggiadro
ci porta il pane soave,
cotto con mistero profondo
nelle fiamme dell’amore.

Nasce dell’alta città
il torrente cristallino,
nasce l’Infanta divina
della Santa Trinità,
dell’umana libertà
nasce il brillante albore.
(Giovanni Dore, Gosos e ternuras, vol. I, Nuoro, 1983, pp. 10-11, Traduzione letterale a cura di Giuliano Zoroddu)