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domenica 1 settembre 2019

Dedicazione della Primaziale Turritana

Le origini della attuale Primaziale di San Nicola, situata nel nucleo originario della città di Sassari, risalgono al secolo XII (prima attestazione nel Condaghe di San Pietro di Silki), ma essa poggia su un ben più antico tempio paleocristiano. Lungo i secoli è stata oggetto di continuo abbellimento: una sovrapposizione mirabile di stili, dal gotico-catalano al barocco. Divenne Cattedrale definitivamente ed ufficialmente nel 1441 quando, sedente Arcivescovo Pietro Spano, Eugenio IV col la bolla Super universas del 3 aprile di quell'anno traslò la sede arcivescovile da Torres a Sassari. 
La odierna solennità si festeggia nella città di Sassari col rito doppio di I classe con ottava comune, mentre nel resto dell'Archidiocesi è doppio maggiore.

Facciata barocca del Duomo con i tre Martiri Turritani e San Nicola (nicchia nel frontone)
Rosone di San Nicola
Madonna de Bosco (scuola senese, sec. XIV)


INTROITUS
Gen 28:17.- Terríbilis est locus iste: hic domus Dei est et porta coeli: et vocábitur aula Dei. ~~ Ps 83:2-3.- Quam dilécta tabernácula tua, Dómine virtútum! concupíscit, et déficit ánima mea in átria Dómini. ~~ Glória ~~Terríbilis est locus iste: hic domus Dei est et porta coeli: et vocábitur aula Dei.

Gen 28:17.- Terribile è questo luogo! Qui è la casa di Dio, la porta del cielo, e sarà chiamata dimora di Dio. ~~ Ps 83:2-3.- Quanto amabili sono le tue dimore, o Signore degli eserciti! La mia anima anela e si strugge per la casa del Signore. ~~ Gloria ~~ Terribile è questo luogo! Qui è la casa di Dio, la porta del cielo, e sarà chiamata dimora di Dio.


Gloria


ORATIO
Orémus.
Deus, qui nobis per síngulos annos huius sancti templi tui consecratiónis réparas diem, et sacris semper mystériis repæséntas incólumes: exáudi preces pópuli tui, et præsta; ut, quisquis hoc templum benefícia petitúrus ingréditur, cuncta se impetrásse lætétur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
O Dio, che ogni anno ci fai rivivere il giorno della consacrazione di questo tuo santo tempio e ci concedi di assistere ancora sani e salvi ai sacri misteri, esaudisci le preghiere del tuo popolo e fa’ che chiunque entra in questo tempio per domandare grazie, abbia la gioia di ottenerla. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio libri Apocalýpsis beáti Ioánnis Apóstoli.
Apoc 21:2-5
In diébus illis: Vidi sanctam civitátem Ierúsalem novam descendéntem de coelo a Deo, parátam sicut sponsam ornátam viro suo. Et audívi vocem magnam de throno dicéntem: Ecce tabernáculum Dei cum homínibus, et habitábit cum eis. Et ipsi pópulus eius erunt, et ipse Deus cum eis erit eórum Deus: et abstérget Deus omnem lácrimam ab óculis eórum: et mors ultra non erit, neque luctus neque clamor neque dolor erit ultra, quia prima abiérunt. Et dixit, qui sedébat in throno: Ecce, nova fácio ómnia.

In quei giorni, vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono:"Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro".E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno,perché le cose di prima sono passate".E Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose"

GRADUALE
Locus iste a Deo factus est, inæstimábile sacraméntum, irreprehensíbilis est.
V. Deus, cui astat Angelórum chorus, exáudi preces servórum tuórum.

Questo luogo scelto da Dio, arcano mistero, è infinitamente Santo.
V. O Dio, alla cui presenza sta il coro degli Angeli, esaudisci le preghiere dei tuoi servi.

ALLELUIA
Allelúia, allelúia
Ps 137:2
Adorábo ad templum sanctum tuum: et confitébor nómini tuo. Allelúia

Alleluia, alleluia.
Mi prostrerò nel tuo tempio santo e loderò il tuo nome.  Alleluia.

EVANGELIUM
Sequéntia     sancti Evangélii secúndum Lucam.
Luc 19:1-10
In illo témpore: Ingréssus Iesus perambulábat Iéricho. Et ecce, vir nómine Zachaeus: et hic princeps erat publicanórum, et ipse dives: et quærébat vidére Iesum, quis esset: et non póterat præ turba, quia statúra pusíllus erat. Et præcúrrens ascéndit in árborem sycómorum, ut vidéret eum; quia inde erat transitúrus. Et cum venísset ad locum, suspíciens Iesus vidit illum, et dixit ad eum: Zachaee, féstinans descénde; quia hódie in domo tua opórtet me manére. Et féstinans descéndit, et excépit illum gaudens. Et cum vidérent omnes, murmurábant, dicéntes, quod ad hóminem peccatórem divertísset. Stans autem Zachaeus, dixit ad Dóminum: Ecce, dimídium bonórum meórum, Dómine, do paupéribus: et si quid áliquem defraudávi, reddo quádruplum. Ait Iesus ad eum: Quia hódie salus dómui huic facta est: eo quod et ipse fílius sit Abrahæ. Venit enim Fílius hóminis quaerere et salvum fácere, quod períerat.

In quel tempo,Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». [9]Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».


Credo


OFFERTORIUM
1 Par 29:17-18
Dómine Deus, in simplicitáte cordis mei lætus óbtuli univérsa; et pópulum tuum, qui repértus est, vidi cum ingénti gáudio: Deus Israël, custódi hanc voluntátem, allelúia.

O Signore Dio, in semplicità di cuore Ti ho offerto con gioia ogni cosa; con incontenibile letizia ho visto raccolto il tuo popolo: Dio i Israele, custodisci questa volontà. Alleluia.

SECRETA
Nella Primaziale si dice la orazione seguente
Annue, quaesumus, Dómine, précibus nostris: ut, quicumque intra templi huius, cuis anniversarium dedicationis diem celebramus, ambitum continemur,plena tibi atque perfecta corporis et animae devotione placeamus; ut, dum hæc vota præséntia réddimus, ad ætérna praemia, te adiuvánte, perveníre mereámur.Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Accogli, Signore, le nostre preghiere: perché tutti noi presenti in questo tempio nell'anniversario della sua dedicazione, ti siamo graditi per la perfetta devozione del corpo e dell'anima; e concedi a noi che oggi ti offriamo questo sacrificio di poter giungere, col tuo aiuto, ai beni eterni.Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Fuori dalla Primaziale si dice la orazione seguente
Annue, quaesumus, Dómine, précibus nostris: ut, dum hæc vota præséntia réddimus, ad ætérna praemia, te adiuvánte, perveníre mereámur.Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Accogli, Signore, le nostre preghiere e concedi a noi che oggi ti offriamo questo sacrificio di poter giungere, col tuo aiuto, ai beni eterni.Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

COMMUNIO
Matt 21:13
Domus mea domus oratiónis vocábitur, dicit Dóminus: in ea omnis, qui petit, áccipit; et qui quærit, invénit; et pulsánti aperiétur. Alleluia

La mia casa sarà chiamata casa di preghiera, dice il Signore. Chiunque in essa domanda riceve, che cerca trova ed a chi bussa sarà aperto. Alleluia

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Deus, qui de vivis et electis lapídibus ætérnum maiestáti tuæ praeparas habitáculum: auxiliáre pópulo tuo supplicánti; ut, quod Ecclésiæ tuæ corporálibus próficit spátiis, spirituálibus amplificétur augméntis. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.. Amen.

Preghiamo.
O Dio, che prepari alla tua maestà un’eterna dimora di pietre vive ed elette, vieni in aiuto al tuo popolo che ti supplica: come la tua Chiesa si estende materialmente con i suoi Templi, così si dilati per spirituali incrementi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

giovedì 25 ottobre 2018

Passione dei santi Gavino, Proto e Gianuario



Al tempo in cui infieriva contro i Cristiani la crudele persecuzione degli imperatori Diocleziano e Massimiano, che fece entrare in Cielo copiose turbe di Martiri,  Proto e  Gianario, nati a Torres in Sardegna, andarono a Roma e ivi furono ordinati il primo Sacerdote e il secondo Diacono dal santissimo Pontefice Caio. Volendo ardentemente procurare qualche grazia spirituale per la salvezza ai loro concittadini, tornati in Sardegna, iniziarono a predicare assiduamente in Torres la fede di Cristo con la parola e l’esempio; e, tanto felice fu il risultato che, per l’influsso della divina grazia, di giorno in giorno innumerevoli Pagani  si convertivano al culto del vero Dio. Riferito che fu al preside Barbaro, per suo comando furono arrestati e tratti al suo tribunale: tentati sia con minaccia sia con blandizie a desistere dal proposito, sempre resistettero fortemente e illustrarono con una gloriosa confessione la fede che avevano predicato con animo apostolico.



Pertanto Proto, presbitero, fu quindi deportato, per ordine del Preside, nell’isola di Ercole chiamata oggi Asinara, dove, privo di cibo e di acqua e di ogni aiuto umano, sofferse molte pene. Ma, nutrito da quel Dio che dà da mangiare agli affamati, giorno e notte intento nelle lodi divine, supplicava con assidue preghiere Dio per l’incremento della Chiesa e la dilatazione della fede. Nel frattempo Gianuario veniva tentato con doni e blandizie, per fargli rinunziare alla fede, ma egli, come Proto, si mantenne immobile nella sua confessione della fede. Per cui il Preside, richiamato dall’esilio Proto, comanda che entrambi siano sospesi sull’eculeo e lacerati con uncini di ferro. I Martiri, confortati da Dio, strenuamente e con animo invitto sopportarono queste torture. Vedendo dunque Barbaro che nulla ne ricavava, li consegnò in catene perché fossero custoditi al soldati Romano Gavino, che, come si tramanda apparteneva a gloriosissima famiglia (la famiglia romana dei Sabelli o Savelli).


Gavino, udendoli cantar gioiosamente salmi lungo il cammino, li interrogò su quella fede per la quale tanti volentieri sopportavano tutti quei tormenti. Edotto da quelli, credette in Cristo e fu lavato dalle acque della salvezza: quindi li liberò, dicendo che erano innocenti e detenuti senza alcun motivo. Risaputasi questo dal tiranno, tentò con discorsi e lusinghe di richiamare Gavino al culto degli idoli. Questi, perseverando costantissimamente nella Religione che aveva abbracciato,  ebbe tronco il capo nel porto di Balai e migrò al Signore l’ottavo giorno dalle Calende di Novembre (25 ottobre). Quindi, apparendo fulgido a Proto e Gianurio, nascosti in una caverna sotterranea, li invita alla corona di gloria. Quelli subito tornati in città e arrestati dalle guardie, nel medesimo luogo di Gavino, furono coronati del martirio. I loro corpi furono dal tiranno fatti gettare nel mare; quando più tardi furono ritrovati sulla riva dagli abitanti Cristiani, furono collocati in una magnifica chiesa in loro onore innalzati, ove sono tenuti in molta venerazione da tutta la Sardegna e principalmente dalla Provincia Turritana, che in loro onore chiama il mese di Ottobre “San Gavino” (Sant’Aini).

(Lezioni IV, V e VI del Mattutino dei Ss. Gavino, Proto e Gianuario)




mercoledì 25 ottobre 2017

Santi Gavino, Proto e Gianuario Martiri Turritani

Proto, vescovo, e Gianurio, diacono, furono inviati a Torres in Sardegna da Papa san Caio. Qui, in ottemperanza ai decreti dioclezianei, furono in vari modi vessati dal preside Barbaro. Infine costretti in carcere furono affidati alla custodia del milite turritano Gavino. Questi convertito dall'esempio dei due Confessori per la professione della fede fu giustiziato il 25 ottobre del 303. Proto e Gianuario ebbero la stessa sorte, in terra ed in cielo. 
I tre Martiri Turritani sono Patroni principali dell'Arcidiocesi e Provincia Ecclesiastica Turritana e di tutto il Logudoro.


INTROITUS
Ps 17,50.- Turris fortitudinis factus es, Domine, Sanctis tuis qui dilexertunt te: ideo fortiter confessi sunt tibi in nationibus, et nomini tuo psalmum dixerunt.  ~~  Ps 17, 2-3.- Diligam te, Domine, fortitudo mea. Dominus firmamentum meum, et refugium meum, et liberator meus.  ~~  Glória  ~~  Turris fortitudinis factus es, Domine, Sanctis tuis qui dilexertunt te: ideo fortiter confessi sunt tibi in nationibus, et nomini tuo psalmum dixerunt.

Ps 17,50.-  Torre inespugnabile sei stato, o Signore, per i tuoi Santi che ti hanno amato: pertanto ti hanno confessato tra i popoli e hanno cantato inni di gioia al tuo nome.  ~~  Ps 17, 2-3.-  Ti amerò, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore  ~~  Gloria  ~~  Torre inespugnabile sei stato, o Signore, per i tuoi Santi che ti hanno amato: pertanto ti hanno confessato tra i popoli e hanno cantato inni di gioia al tuo nome.


Gloria


ORATIO
Orémus.
Deus, qui beatos Martyres tuos Gavinum, Protum et Januarium fidei dilatandæ studio, et pretiosa tui nominis confessione mirabiles effecisti: tribue, quæsumus;ut eorum tibi imitatione placeamus, quorum nos donasti patrocinio gubernari. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Preghiamo.
O Dio, che per lo zelo dela diffusione della Fede e la confessione del tuo nome hai fatto mirabili i tuoi beati Martiri Gavino, Proto e Gianurio: concedici di piacerti nell’imitazione di coloro che ci hai donato come Patroni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Thessalonicenses
1 Thess 2:1-9
Ipsi scitis, fratres, introitum nostrum ad vos, quia non inanis fuit: sed ante passi, et contumeliis affecti (sicut scitis) in Philippis, fiduciam habuimus in Deo nostro, loqui ad vos Evangelium Dei in multa sollicitudine. Exhortatio enim nostra non de errore, neque de immunditia, neque in dolo, sed sicut probati sumus a Deo ut crederetur nobis Evangelium: ita loquimur non quasi hominibus placentes, sed Deo, qui probat corda nostra. Neque enim aliquando fuimus in sermone adulationis, sicut scitis: neque in occasione avaritiæ: Deus testis est: nec quærentes ab hominibus gloriam, neque a vobis, neque ab aliis. Cum possemus vobis oneri esse ut Christi apostoli: sed facti sumus parvuli in medio vestrum, tamquam si nutrix foveat filios suos. Ita desiderantes vos, cupide volebamus tradere vobis non solum Evangelium Dei, sed etiam animas nostras : quoniam carissimi nobis facti estis. Memores enim estis, fratres, laboris nostri, et fatigationis: nocte ac die operantes, ne quem vestrum gravaremus, prædicavimus in vobis Evangelium Dei.

Voi stessi infatti, fratelli, sapete bene che la nostra venuta in mezzo a voi non è stata vana. Ma dopo avere prima sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come ben sapete, abbiamo avuto il coraggio nel nostro Dio di annunziarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte. E il nostro appello non è stato mosso da volontà di inganno, né da torbidi motivi, né abbiamo usato frode alcuna; ma come Dio ci ha trovati degni di affidarci il vangelo così lo predichiamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori. Mai infatti abbiamo pronunziato parole di adulazione, come sapete, né avuto pensieri di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo. Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari. Voi ricordate infatti, fratelli, la nostra fatica e il nostro travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno vi abbiamo annunziato il vangelo di Dio.

GRADUALE
1Pet. 4, 13-14
Communicantes Christi passionibus gaudete, ut et in revelatione gloriæ ejus gaudeatis exsultantes..
V. Si exprobramini in nomine Christi, beati eritis : quoniam quod est honoris, gloriæ, et virtutis Dei, et qui est ejus Spiritus, super vos requiescit.

Nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.
V. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi.

ALLELUIA
Alleluia, alleluia
Apoc. 12, 11
Ipsi vicerunt eum propter sanguinem Agni, et propter verbum testimonii sui, et non dilexerunt animas suas usque ad mortem. Alleluia

Alleluia, alleluia
Essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. Alleluia

EVANGELIUM
Sequéntia    sancti Evangélii secúndum Joánnem.
Joannes 12, 24-16
In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis Amen, amen dico vobis, nisi granum frumenti cadens in terram, mortuum fuerit, ipsum solum manet : si autem mortuum fuerit, multum fructum affert. Qui amat animam suam, perdet eam ; et qui odit animam suam in hoc mundo, in vitam æternam custodit eam. Si quis mihi ministrat, me sequatur, et ubi sum ego, illic et minister meus erit. Si quis mihi ministraverit, honorificabit eum Pater meus.

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà».


Credo


OFFERTORIUM
Isai 56, 7
Adducam eos in montem sanctum meum, et lætificabo eos in domo rationis meæ; holocausta eorum et victimæ eorum placebunt mihi super altari meo.

Li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saliranno graditi sul mio altare.

SECRETA
Munera plebis tuæ, quæsumus, Domine, beatorum Martyrum tuorum Gavini, Proti et Januarii fiant grata suffragiis: ut pro quorum trimphis tuo nomini deferuntur, ipsorum digna perficiantur et meritis.Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Le offerte del tuo popolo, o Signore, ti siano grate pei suffragi dei tuoi beati Martiri Gavino, Proto e Gianuario: onde ciò che ti al tuo nome è offerto, per i loro meriti siano resi più degni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

COMMUNIO
Joannes 12, 26
Qui mihi ministrat, me sequatur, et ubi sum ego, illic et minister meus erit.

Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Deus, qui in præclaræ confessionis præmium, beatos Martyres tuos Gavinum, Protum et Januarium ad perennem in cælis gloriam sublimasti: eorum nobis intercessione concede; ut cujus in mensa cælesti pignus accepimus, ejusdem gloriæ participes esse mereamur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Dio, che in premio della preclara confessione hai sublimato alla celeste gloria i tuoi beati Martiri Gavino, Proto e Gianurio, concedici per la loro intercessione, di partecipare alla quella gloria del cui celeste pegno abbiamo partecipato in questa mensa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.