venerdì 22 settembre 2017

Venerdì delle Quattro Tempora di Settembre



INTROITUS
Ps 104:3-4.- Lætétur cor quæréntium Dóminum: quærit e Dóminum, et confirmámini: quaerite fáciem eius semper. ~~ Ps 104:1.- Confitémini Dómino et invocáte nomen eius: annuntiáte inter gentes ópera eius. ~~  Glória  ~~ Lætétur cor quæréntium Dóminum: quærit e Dóminum, et confirmámini: quaerite fáciem eius semper.

Ps 104:3-4.- Gioisca il cuore di quanti cercano il Signore. Cercate il Signore, e state costanti: vedete di piacere sempre a Lui. ~~ Ps 104:1.- Rendete grazie a Dio, gridate il suo nome, fate conoscere tra i popoli le sue imprese. ~~ Gloria ~~ Gioisca il cuore di quanti cercano il Signore. Cercate il Signore, e state costanti: vedete di piacere sempre a Lui.

ORATIO
Orémus.
Præsta, quaesumus, omnípotens Deus: ut, observatiónes sacras ánnua devotióne recoléntes, et córpore tibi placeámus et mente. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Fa', o Dio onnipotente, che noi, rinnovando ogni anno questa sacra osservanza, ti possiamo piacere nel corpo e nell'anima. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio Osee Prophétæ.
Osee 14:2-10
Hæc dicit Dóminus Deus: Convértere, Israel, ad Dóminum, Deum tuum: quóniam corruísti in iniquitáte tua. Tóllite vobíscum verba, et convertímini ad Dóminum et dícite ei: Omnem aufer iniquitátem, áccipe bonum: e reddémus vítulos labiórum nostrórum. Assur non salvábit nos, super equum non ascendémus, nec dicémus ultra: Dii nostri ópera mánuum nostrárum: quia eius, qui in te est, miseréberis pupílli. Sanábo contritiónes eórum, díligam eos spontánee: quia avérsus est furor meus ab eis. Ero quasi ros, Israël germinábit sicut lílium, et erúmpet radix eius ut Líbani. Ibunt rami eius, et erit quasi olíva glória eius: et odor eius ut Líbani. Converténtur sedéntes in umbra eius: vivent trítico, et germinábunt quasi vínea: memoriále eius sicut vinum Líbani. Ephraim quid mihi ultra idóla? ego exáudiam, et dírigam eum ego ut abíetem viréntem: ex me fructus tuus invéntus est. Quis sápiens, et intélleget ista? intéllegens, et sciet hæc? Quia rectæ viæ Dómini, et iusti ambulábunt in eis: prævaricatóres vero córruent in eis.

Queste cose dice il Signore: «Ritorna, o Israele, al Signore Dio tuo, perché sei andato in rovina per le tue iniquità. Pregate e volgetevi al Signore, dicendo: “Togli ogni iniquità, accetta che invece dei giovenchi, ti offriamo gli omaggi delle nostre labbra. Assur non ci potrà salvare: noi non monteremo più sui cavalli, e non diremo più che sono i nostri dèi, opera delle nostre mani, perché tu avrai compassione dell'orfano che a te si abbandona". Sarò io a sanare le loro piaghe, io li amerò con tutto il cuore, perché si è allontanato da loro il mio sdegno. Io sarò come rugiada per Israele, e germoglierà come giglio e getterà le sue radici come una pianta del Libano. Si spanderanno i suoi rami, la sua bellezza sarà come quella dell'olivo, e il suo profumo come quello del Libano. Ritorneranno a sedere sotto la sua ombra, vivranno di frumento, germoglieranno come vigna, il loro nome sarà come il vino del Libano. Efraim dirà: “Che ho ormai da fare cogli idoli?”, Io lo esaudirò, io lo farò andare in alto come verde abete, da me verranno i tuoi frutti. Chi è sapiente da comprendere queste cose? Chi è intelligente da penetrarle? Ecco le vie del Signore son diritte, i giusti vi cammineranno, ma i prevaricatori vi cadranno».

GRADUALE
Ps 89:13; 89:1
Convértere, Dómine, aliquántulum, et deprecáre super servos tuos.
V. Dómine, refúgium factus es nobis, a generatióne et progénie.

Volgiti, Signore, un momento e prova compassione dei tuoi servi.
V. Tu sei per noi un rifugio, o Signore, di età in età.

EVANGELIUM
Sequéntia sancti Evangélii secúndum Lucam.
Luc 7:36-50
In illo témpore: Rogábat Iesum quidam de pharisaeis, ut manducáret cum illo. Et ingréssus domum pharisaei, discúbuit. Et ecce, múlier, quæ erit in civitáte peccátrix, ut cognóvit, quod accubuísset in domo pharisaei, áttulit alabástrum unguénti: et stans retro secus pedes eius, lácrimis coepit rigáre pedes eius, et capíllis cápitis sui tergébat, et osculabátur pedes eius et unguénto ungébat. Videns autem pharisaeus, qui vocáverat eum, ait intra se, dicens: Hic si esset Prophéta, sciret utique, quæ et qualis est múlier, quæ tangit eum: quia peccátrix est. Et respóndens Iesus, dixit ad illum: Simon, habeo tibi áliquid dícere. At ille ait: Magíster, dic. Duo debitóres erant cuidam fæneratóri: unus debébat denários quingéntos, et álius quinquagínta. Non habéntibus illis, unde rédderent, donávit utrisque. Quis ergo eum plus díligit? Respóndens Simon, dixit: Æstimo quia is, cui plus donávit. At ille dixit ei: Recte iudicásti. Et convérsus ad mulíerem, dixit Simóni: Vides hanc mulíerem? Intrávi in domum tuam, aquam pédibus meis non dedísti: hæc autem lácrimis rigávit pedes meos et capíllis suis tersit. Oscuum mihi non dedísti: hæc autem, ex quo intrávit, non cessávit osculári pedes meos. Oleo caput meum non unxísti: hæc autem unguénto unxit pedes meos. Propter quod dico tibi: Remittúntur ei peccáta multa, quóniam diléxit multum. Cui autem minus dimíttitur, minus díligit. Dixit autem ad illam: Remittúntur tibi peccáta. Et coepérunt, qui simul accumbébant, dícere intra se: Quis est hic, qui étiam peccáta dimíttit? Dixit autem ad mulíerem: Fides tua te salvam fecit: vade in pace.

In quel tempo uno dei Farisei lo pregò di andare a desinare da lui. Ed entrato in casa del Fariseo, si mise a tavola. Ed ecco una donna che era peccatrice in quella città, appena seppe che egli era a mangiare in casa del Fariseo portò un alabastro pieno di profumo; e stando ai piedi di lui, con le lacrime incominciò a bagnarne i piedi, e coi capelli del suo capo li asciugava, li baciava e li ungeva d'unguento. Vedendo ciò il Fariseo che l'aveva invitato, prese a dire dentro di sé: «Costui, se fosse un profeta, certo saprebbe che donna è costei che lo tocca, e com'è peccatrice». E Gesù, rivolgendosi a lui, disse: «Simone, ho da dirti una cosa». Ed egli: «Maestro, di' pure!». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento danari, e l'altro cinquanta. Or non avendo quelli da poter restituire, condonò il debito a tutti e due: chi dunque di loro amerà di più?». Simone rispose: «Secondo me, colui al quale ha condonato di più». Gesù replicò: «Hai giudicato rettamente». Poi, rivolto alla donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua, tu non mi hai dato acqua ai piedi, ma essa li ha bagnati colle lacrime e rasciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato il bacio; ma lei da che è venuta non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non hai unto di olio il mio capo, ma essa con l'unguento ha unto i miei piedi. Per questo ti dico: “le sono perdonati molti peccati, perché molto ha amato". Invece quello a cui poco si perdona, poco ama». E disse a lei: «Ti son perdonati i peccati». E i convitati cominciarono a dire dentro di sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?», Ma Gesù disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va in pace».

OFFERTORIUM
Ps 102:2; 102:5
Benedic, anima mea, Dómino, et noli oblivísci omnes retributiones eius: et renovábitur, sicut áquilæ, iuvéntus tua.

Anima mia, benedici il Signore, e non dimenticare nessuno dei suoi benefici: la tua giovinezza si rinnoverà come quella dell'aquila.

SECRETA
Accépta tibi sint, Dómine, quaesumus, nostri dona ieiúnii: quæ et expiándo nos tua grátia dignos effíciant, et ad sempitérna promíssa perdúcant. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

I doni del nostro digiuno ti siano accetti, o Signore: in virtù dell'espiazione ci rendano degni della tua grazia, e ci conducano alle promesse eterne. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

COMMUNIO
Ps 118:22; 118:24
Aufer a me oppróbrium et contémptum, quia mandáta tua exquisívi, Dómine: nam et testimónia tua meditátio mea est.

Toglimi dall'obbrobrio e dal disprezzo, perché ansioso cercai i tuoi comandamenti, o Signore: perché oggetto della mia meditazione è la tua legge.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Quaesumus, omnípotens Deus: ut, de percéptis munéribus grátias exhibéntes, benefícia potióra sumámus. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Ti preghiamo, Dio onnipotente: rendendoti grazie dei doni ricevuti, meritiamo benefici ancor più preziosi.Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.