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domenica 20 ottobre 2019

Preghiera ai Ss. Martiri Gavino, Proto e Ginuario

Qui la storia dei Santi Martiri Turritani
Qui la Messa propria


Trittico dei Martiri Turritani, Chiesa di San Giovanni, Bonorva
[foto da lanuovasardegna.it]


O benedetti Martiri di Gesù Cristo, Gavino, Proto e Gianuario, che avete santificato la nostra terra col vostro esempio e col vostro sangue sparso per la fede, guardate benigni quanti ricorrono alla vostra protezione. Voi, o San Gavino, otteneteci di imitare la prontezza e la generosità con le quali avete abbracciato la fede; voi, San Proto, d’imitare il vostro ardente apostolato; voi, San Gianuario, la vostra verginale purezza; e tutti otteneteci l’invitto coraggio col quale avete confessato Gesù Cristo dinnanzi ai pericoli, ai tormenti e alla morte: affinché con una vita di fede, di purezza e di apostolato, possiamo anche noi meritare il premio infinito che Iddio riserva ai suoi fedeli. Così sia.

Sua Eccellenza Monsignor Cleto Cassani, Arcivescovo di Sassari  e Primate di Sardegna e Corsica, concede 100 giorni di indulgenza per ogni volta che si reciterà questa preghiera.

martedì 30 luglio 2019

Al glorioso sant'Ignazio di Loyola

Ignazio di Loyola (1491 - 31 luglio 1556), spagnolo, già soldato di Carlo V, durante un'infermità assentì al richiamo della grazia che lo chiamava a vita più perfetta. Nel 1534 fondò la Compagnia di Gesù che pose a servizio del Papato nella lotta all'eresia e nella diffusione della vera fede. Fu beatificato da Paolo V il 27 luglio 1609 e canonizzato il 12 marzo 1622 da Gregorio XV. Ancora oggi compie miracoli, soprattutto grazie agli Esercizi Spirituali, scritti durante il suo romitaggio a Manresa sotto ispirazione della Vergine.


I. O glorioso s. Ignazio, che al primo leggere che faceste le vite dei santi risolveste subito di imitarli, o rinunziando per sempre ad ogni fasto mondano non cercaste mai altro che la maggior gloria di Dio, ottenete anche a noi un’efficace risoluzione di imitare le vostre virtù, ogni qual volta sentiamo ripetere il vostro nome, affinché, liberi come voi da ogni affetto alla terra, non desideriamo mai altro che di far glorificare in tutto il mondo la religione santissima di Gesù Cristo.
Gloria Patri

II. O glorioso s. Ignazio, che, appena convertito al Signore, maceraste per tal modo la vostra carne con vigilie, con digiuni, con flagelli e con cilici da emulare con l’austerità di vostra vita i più rigidi penitenti, ottenete anche a noi la grazia di riguardare come nemico il nostro corpo, e di mortificarlo per modo in tutti i suoi sentimenti da riuscire a scontare pienamente in questa vita i gravissimi debiti da noi contratti con la divina giustizia.
Gloria Patri

III. O glorioso s. Ignazio, che, quantunque tentato molte volte di moderare il vostro fervore e di cambiar tenore di vita, lungi dall'aderire alle suggestioni del nemico, raddoppiaste piuttosto i vostri rigori, per cui meritaste di essere visitato dalla santa vergine Maria, che vi dettò il libro così ammirabile degli Esercizi Spirituali, e da Gesù Cristo che vi promise benigna accoglienza in Roma, ottenete anche a noi la grazia di perseverare fino alla morte nell'esercizio della penitenza, senza aderire mai alla voce seducente dei nostri spirituali nemici, affine di meritare come voi, se non in questa terra, almeno dopo la morte, la vista deliziante e la beatifica compagnia di tutta la corte celeste.
Gloria Patri

IV. O glorioso s. Ignazio, che, risoluto di imitare perfettamente la povertà, l’umiltà, la pazienza di Gesù Cristo, rinunciaste a tutti i comodi di vostra casa, non viveste che di limosine, non albergaste che negli ospedali, non vi copriste che di sacco, e con volto sempre giocondo soffriste di essere, non solamente il ludibrio dei fanciulli e della plebe, ma anche accusato come eretico, come mago, e come tale processato e punito dalle più ragguardevoli autorità, ottenete anche a noi la grazia di vivere sempre staccati da tutte le cose dei mondo, e di soffrire sempre in pace tutto le sue persecuzioni, affine di essere non solo discepoli, ma anche imitatori fedeli di Gesù Cristo.
Gloria Patri

V. O glorioso s. Ignazio, che, risoluto di riparar le rovine cagionate dall’eresia e dal mal costume, non vi vergognaste di frequentare, sebbene in età di trentatré anni, le scuole dei fanciulli, indi, guadagnati a cooperatori dei vostri grandiosi disegni i più dotti vostri compagni, li diffondeste nientemeno che in tutti i regni del mondo per procurare la salute di tutti i popoli con l’esempio più ancora che con le parole, dopo di avere giurato ai piedi del sommo Pontefice una speciale obbedienza a tutti quanti i suoi ordini, e da lui riportata l’approvazione la più onorevole e gloriosa, ottenete anche a noi la grazia di essere sempre disposti a qualunque sacrificio per convertire anime a Dio, e glorificar la sua Chiesa, affinché meritiamo ancor noi di partecipare eternamente alla beatitudine di coloro che sono famelici e sitibondi della giustizia.
Gloria Patri

V. Ora pro nobis, sancte Ignati
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi

Orémus.
Deus, qui ad maiórem tui nóminis glóriam propagándam, novo per beátum Ignátium subsídio militántem Ecclésiam roborásti: concéde; ut, eius auxílio et imitatióne certántes in terris, coronári cum ipso mereámur in coelis. Per Christum Dominum nostrum. Amen.



sabato 13 luglio 2019

A Nostra Signora del Rosario di Fatima


La Vergine Maria, palesandosi poi col titolo di Nostra Signora del Rosario, apparve ai tre pastorelli - Lúcia dos Santos (1907-2005) di 10 anni, Francisco Marto (1908-1919) di 9, e sua sorella Jacinta (1910-1920) di 7 - alla Cova da Iria  il 13 maggio 1917. Le apparizioni, riconosciute ufficialmente nel 1930 dal Vescovo di Leiria, si sarebbero concluse il 13 ottobre 1917 con il Miracolo del Sole, cui assistettero 70mila persone e della cui veridicità testimoniarono persino noti atei, massoni ed anticlericali. Pio XII, che nel 1950 per ben quattro volte, assistette nei Giardini Vaticani ad una ripetizione del Miracolo del Sole, diede particolare incremento al culto della Madonna di Fatima e il 13 maggio 1946 ne fece incoronare l’Effigie per mezzo del suo Cardinal Legato Benedetto Aloisi Masella, proclamandola Regina del mondo. "Fatima è per il culto del Cuore Immacolato ciò che Paray-le-Monial fu per il culto del Sacro Cuore. Fatima è in un certo senso la continuazione o meglio il compimento di Paray-le-Monial: Fatima unisce questi due Cuori che Dio ha unito nell'opera divina della Redenzione" (Dall'omelia del Card. Manuel Gonçalves Cerejeira, Patriarca di Lisbona, a Madrid il 30 maggio 1948)


1- O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, per dare al travaglio nostro secolo ancora un segno delle vostre tenerezze e premure materne, vi sceglieste tre innocenti pastorelli dell'ignorato villaggio di Fatima in Portogallo, perché vi compiaceste scegliere le cose deboli del mondo per confondere le forti, e li faceste disporre da angeliche apparizioni alla eletta missione. O Madre buona, fateci comprendere e gustare la parola di Gesù: «Se non divenite come bambini, non potrete entrare nel regno dei cieli»; sicché con cuore puro ed umile, ed animo docile e semplice, meritiamo di accogliere il vostro materno Messaggio d'amore.
Mater amabilis, ora pro nobis.
Ave Maria

2- O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, spinta dall'amor che ci portate, vi degnaste scendere dal Cielo, dove siete gloriosa col vostro Divin Figlio, come Figlia dell'Eterno Padre e Immacolata Sposa dello Spirito Santo; e servendovi dei tre innocenti pastorelli della Cova d'Iria, veniste ad esortarci a far penitenza dei nostri peccati, a cambiar vita ed a mirare ai godimenti eterni del Cielo per cui Dio ci ha creati e che è vera patria nostra. O Madre buona, Vi ringraziamo di tanta materna condiscendenza e Vi preghiamo a tenerci stretti sotto il Vostro Manto, per non farci sedurre dalla tentazione, ed otteneteci la santa perseveranza finale, che ci assicura il Cielo. Janua coeli, ora pro nobis.
Ave Maria

3- O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella seconda apparizione assicuraste la salvezza eterna ai piccoli vostri confidenti, tranquillizzaste Lucia con la solenne promessa che non l'avreste mai abbandonata durante il terreno pellegrinaggio, perché il vostro Cuore Immacolato sarebbe stato il suo rifugio e la via che l'avrebbe condotta a Dio; e mostraste loro questo Cuore circondato di spine. O Madre buona, concedete anche a noi, vostri indegni figli, la medesima assicurazione, sicché rifugiati quaggiù nel vostro Cuore Immacolato, lo possiamo consolare col nostro amore e la nostra fedeltà avvenire, distruggendo le acute spine che Gli abbiamo procurato con tante nostre mancanze.
Dolce cuore di Maria, siate Voi la salvezza mia.
Ave Maria

4- O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella terza apparizione veniste a ricordarci che nei tristi frangenti dei Divini castighi, come la guerra e le sue tristi conseguenze, siete Voi sola che potete venire in nostro aiuto; ma ci avete insieme mostrato che i castighi temporali son ben poca cosa di fronte al tremendo castigo della perdizione eterna, nell'inferno. O Madre buona, riempiteci del santo timor filiale dei castighi di Dio, fateci concepire un odio sommo al peccato, che li provoca, così da farci accettare con cuore umiliato e compunto i castighi temporali ed evitare le pene eterne dell'inferno; mentre ripetiamo la preghiera insegnata da voi: «O Gesù, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell'inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia».
Ave Maria

5 - O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, la persecuzione spietata contro i vostri piccoli prediletti e la loro prigionia; faceste servire a confondere l'orgoglio dei perversi, a perfezionare la immolazione dei tre innocenti ed affinare la loro virtù, ed a rendere più vasta ed efficace la risonanza della vostra materna esortazione alla preghiera e al sacrificio per la conversione dei peccatori. Noi accogliamo, o Madre, nel nostro così misero e freddo, l'eco ineffabile del vostro Cuore ardente, per la conversione dei nostri fratelli erranti; ed offriamo i nostri piccoli sacrifici e croci quotidiane in spirito di riparazione. Che tutti si convertano, o Madre, e trionfi di tutte le resistenze alla grazia il vostro Cuore Immacolato, mentre ripetiamo l'invocazione insegnata da Voi: «O Gesù, è per vostro amore e per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese che si fanno contro l'Immacolato Cuore di Maria».
Ave Maria

6 - O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella quinta apparizione non vi contentaste di ripetere ai vostri prediletti fanciulli la esortazione alla recita del Santo Rosario e la promessa del prodigio del prossimo tredici ottobre; ma voleste dare anche alle folle, che sempre più numerose partecipavano alla scena della celeste conversazione, un segno della vostra presenza più impressionante del solito. Sotto la forma d'un globo luminoso tutti vi videro discendere dal Cielo, e dopo il materno colloquio con i tre bimbi, risalire per le vie del sole, mentre dal cielo piovevano candidi aerei fiori evanescenti. Così Vi compiacete di incoraggiare la nostra debole fede! O Madre buona, Vi ringraziamo del dono ineffabile della S. Fede, oggi da tanti errori e da tante seduzioni insidiato. Fate che sempre conserviamo sottomessa la nostra mente alle verità da Dio rivelate e che la Chiesa ci propone a credere, senza bisogno d'attendere prodigi; così da meritar l'elogio di Gesù: «Beati quelli che crederanno senza bisogno di vedere». E per questo ripetiamo la preghiera dell'Angelo della Pace: «Mio Dio, io credo, adoro, spero, Vi amo, Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, non Vi amano».
Ave Maria

7 - O dolce Madre nostra Maria, Voi apparendo per l'ultima volta alla Cova da Iria ai tre fortunati bambini di Fatima, voleste rivelarvi sotto il titolo di Madonna del Rosario. In questo titolo, Voi avete voluto racchiudere tutto il segreto di nostra salvezza, e tutte le risorse di nostra forza nelle prove terribili che si sarebbero abbattute sul nostro capo. Siate, dunque la nostra guida, la nostra luce, la nostra speranza. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, invocandovi con questo bel nome troviamo dolcezza per il nostro cuore, nel tempo di amarezza; forza per la nostra debolezza nei momenti pericolosi e difficili; speranza di salute e di salvezza nel turbinio periglioso della vita; conforto durante l'abbattimento e il terrore; luce nei dubbi e nelle perplessità; trionfo nelle lotte contro la carne, il Mondo, Satana. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, non ci stancheremo di chiamarvi con questo bel Nome. Esso sarà sempre sulle nostre labbra in cima ai nostri pensieri qual pernio della nostra vita. Il Santo Rosario, tanto da Voi raccomandato, sarà la nostra preghiera quotidiana e sovrana. Noi o Maria, col Vostro Rosario in mano, stretti a Voi d'intorno, non ci allontaneremo un solo istante da Voi. Ripetendovi con sempre crescente affetto Madonna del Rosario di Fatima, pregate per noi!
Ave Maria

sabato 6 ottobre 2018

SUPPLICA ALLA REGINA DEL SANTISSIMO ROSARIO DI POMPEI


SUPPLICA 
ALLA REGINA DEL SANTISSIMO ROSARIO DI POMPEI
DA RECITARSI NELL’ORA DI MEZZODÌ
AGLI 8 DI MAGGIO
E NELLA PRIMA DOMENICA DI OTTOBRE.
  


In nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo.
Così sia.

I. - O Augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie. Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono.
Salve Regina.

II. - È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l'ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia! Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia.
Salve Regina.

III. - Che vi costa, o Maria, l'esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria. Voi siete l'Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli. Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c'ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.
Salve Regina.

Chiediamo la benedizione a Maria.
Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l'amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti. Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del vostro Santuario. Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario. O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d'inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia; a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.
Ave Maria

INDULGENZE
Questa Supplica, approvata dalla Sacra Congregazione dei Riti, è stata arricchita dal Sommo Pontefice Leone XIII d’Indulgenze di sette anni e sette quarantene per chi con cuore almeno pentito e devoto la recita l’otto maggio e la prima domenica d’ottobre (Rescritto, 17 giugno 1887). Il S. P. Pio X ha confermate in perpetuo tali indulgenze e le ha rese applicabili alle Anime del Purgatorio (Rescritto, 28 Novembre 1903)

giovedì 27 settembre 2018

Novena alla SS. Vergine del Rosario di Pompei


NOVENA
ALLA
SS. VERGINE DEL ROSARIO DI POMPEI
PER IMPETRARE LE GRAZIE
NEI CASI PIÙ DISPERATI


Si ponga la prodigiosa Immagine in luogo distinto, e, potendo, si accendano due candele, simbolo della fede che arde nel cuore del credente.
Prima di cominciare la Novena si consiglia di pregare Santa Caterina da Siena che si degni di recitarla insieme con noi; e però si dica:

O Santa Caterina da Siena, mia protettrice e maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, acciocché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Così sia.

V. Deus, in adjutorium meum intende.
R. Domine, ad adjuvandum me festina.
Gloria Patri.

I. O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, Tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante, hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei, soggiorno di morti pagani. E da quel luogo dov’erano adorati gli idoli e i demonii, tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni ed abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mostrati anche a me, come a tanti altri ti sei dimostrata, vera Madre di Misericordia: Monstra te esse Matrem; mentre io con tutto il cuore ti saluto e t’invoco mia Sovrana e Regina del santissimo Rosario.
Salve Regina

II. Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l’anima mia ti venera tra i gemiti ed affanni ond’è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni in cui mi trovo, io alzo confidente gli occhi a Te, che ti sei degnata di eleggere per tua dimora le campagne di poveri ed abbandonati contadini. E là, rimpetto alla città ed all’anfiteatro dei gentileschi piaceri, ove regna silenzio e ruina, Tu come Regina delle Vittorie, levasti la tua voce potente per chiamare d’ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio. Deh! ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia che giace avvilita nel fango. Miserere di me, o Signora,miserere di me che sono oltremodo ripieno di miserie e di umiliazioni. Tu che sei lo sterminio dei demoni difendimi da questi nemici che mi assediano. Tu che sei l’Aiuto dei Cristiani, traimi da queste tribolazioni in cui verso miserevolmente. Tu che sei la Vita nostra, trionfa della morte che minaccia l’anima mia in questi pericoli in cui trovasi esposta, ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute. Così sia.
Salve Regina

III. Ah! Il sentire che tanti sono stati da Te beneficati solo perché sono ricorsi a Te con fede, m’infonde novella lena e coraggio d’invocarti in mio soccorso. Tu già promettesti a San Domenico che chi vuol grazie col tuo Rosario le ottiene; ed io col tuo Rosario in mano, oso ricordarti, o Madre, le tue sante promesse. Anzi Tu stessa ai dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli a onorarti nel tempio di Pompei. Tu dunque vuoi tergere le nostre lagrime, vuoi lenire i nostri affanni. Ed io col cuore sulle labbra, con viva fede ti chiamo e ti invoco: Madre mia! ... Madre cara! … Madre bella! … Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del Santo Rosario di Pompei, non più tardare a stendermi al mano tua potente per salvarmi: ché il ritardo, come vedi, mi porterebbe alla rovina.
Salve Regina

VI. Ed a chi altri mai ho io a ricorrere, se non a Te che sei il Sollievo dei miserabili, il Conforto degli abbandonati, la Consolazione degli afflitti? Io te lo confesso, l’anima mia è miserabile, gravata da enormi colpe, meritevole di ardere nell’inferno, indegna di ricever grazie. Ma non sei Tu la Speranza di chi dispera, la grande Mediatrice tra l’uomo e Dio, la potente nostra Avvocata presso il trono dell’Altissimo, il Rifugio dei peccatori? Deh! Solo che tu dica una parola in mio favore al tuo Figliuolo, ed Egli mi esaudirà. Chiedigli dunque, o Madre, questa grazia di che tanto io ho bisogno (Si esprima la grazia che si desidera). Tu sola puoi ottenermela: Tu che sei l’unica speranza mia, la mia consolazione, la mia dolcezza, tutta la vita mia. Così spero e così sia.
Salve Regina

V. O Vergine e Regina del Santo Rosario, Tu che sei la Figlia del Padre celeste, la Madre del Figliuol divino, la Sposa dello Spirito Settiforme, Tu che tutto puoi presso la Santissima Trinità, devi impetrarmi questa grazia cotanto a me necessaria, purché non sia di ostacolo alla mia salvezza eterna. (Si ripeta la grazia che si desidera). Te la domando per la tua Immacolata Concezione, per la tua divina Maternità, per i tuoi gaudii, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi. Te la domando pel Cuore del tuo amoroso Gesù, per qui nove mesi che lo portasti nel seno, per gli stenti della sua Vita, per l’acerba sua Passione, per la sua Morte in Croce, pel Nome suo santissimo, pel suo Preziosissimo Sangue. Te la domando infine pel Cuore tuo dolcissimo, nel Nome tuo glorioso, o Maria, che sei Stella del mare, Signora potente, Mare di dolore, Porta del Paradiso e Madre di ogni grazia. In Te confido, da Te tutto spero, tu mi hai da salvare. Così sia.
Salve Regina

V. Dignare me laudare te, Virgo sacrata.
R. Da mihi virtutem contra inimicos tuos.
V. Ora pro nobis, Regina sacratissimi Rosarii.
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Orémus.
Deus, cuius Unigénitus per vitam, mortem et resurrectiónem suam nobis salútis ætérnæ praemia comparávit: concéde, quaesumus; ut, hæc mystéria sacratíssimo beátæ Maríæ Vírginis Rosário recoléntes, et imitémur, quod cóntinent, et quod promíttunt, assequámur. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.

INDULGENZE
Con Rescritto della Sacra Congregazione dei Riti del 29 Novembre del 1887, il Santo Padre Leone XIII ha concesso a tutti i fedeli (sono parole del Rescritto) i quali con cuore contrito e per nove giorni continui devotamente reciteranno innanzi di un'Immagine della Vergine di Pompei questa novena composta di cinque preghiere, versetti, responsori ed oremus, l'Indulgenza di trecento giorni una volta in ciascun giorno della Novena medesima, e l'Indulgenza plenaria a quelli che avendola praticata come sopra, veramente pentiti, confessati e comunicati, in un giorno, o dentro la Novena o dopo averla compiuta, pregheranno per qualche spazio di tempo secondo l'intenzione del Sommo Pontefice. Queste Indulgenze sono state confermate in perpetuo dal S. P. Pio X e rese applicabili alle Anime del Purgatorio (Rescritto 28 Novembre 1903).

ORAZIONE a S. Domenico e a S. Caterina da Siena per ottenere le grazie dalla SS. Vergine del Rosario.
O Santo Sacerdote di Dio e glorioso Patriarca San Domenico, che fosti l’amico, il figliuolo prediletto ed il confidente della Celeste Regina, e tanti prodigi operasti per virtù del Santo Rosario, e tu, Santa Caterina da Siena, figliuola primaria di quest’Ordine del Rosario e potente mediatrice presso il trono di Maria e presso il Cuore di Gesù, da cui avesti scambiato il cuore: Voi, Santi miei cari, guardate le mie necessità ed abbiate pietà dello stato in cui mi trovo. Voi aveste in terra il cuore aperto ad ogni altrui miseria e la mano potente e la mano potente a sovvenirla, ora in cielo non è venuta meno né la vostra carità, né la vostra potenza. Pregate! Deh! pregate per me la Madre del Rosario ed il Figliuol divino, giacché ho gran fiducia che per mezzo vostro ho da conseguire la grazia che tanto desidero. Amen
3 Gloria Patri

Si dica un Gloria Patri a san Vincenzo Ferreri e un Gloria Patri a san Tommaso d'Aquino per ottenere il dono della Purità.
Si dica un'Ave per la glorificazione di Bartolo Longo.

giovedì 6 settembre 2018

Sacro Settenario all'Addolorata


S. Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato ne. gli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio. (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)



I. Vi compatisco, o Addolorata Maria, per quell'afflizione che il vostro tenero cuore soffrì nella profezia del vecchio Simeone. Cara Madre, per il vostro cuore così afflitto impetratemi la virtù dell'umiltà e il dono del santo timor di Dio.
Pater, 7 Ave, Gloria

II. Vi compatisco, o Addolorata Maria, per quelle angustie che il vostro sensibilissimo cuore soffrì nella fuga e dimora in Egitto. Cara Madre, per il vostro cuore tanto angustiato impetratemi la virtù della liberalità, specialmente verso dei poveri, e il dono della pietà. Pater, 7 Ave, Gloria

III. Vi compatisco, o Addolorata Maria, per quegli affanni che il sollecito cuor vostro provò per la perdita del vostro amato Gesù. Cara Madre, per il vostro cuore sì agitato impetratemi la virtù della castità e il dono della scienza.
Pater, 7 Ave, Gloria

IV. Vi compatisco, o Addolorata Maria, per quella costernazione che il vostro materno cuore sentì nell'incontrare Gesù che por tava la Croce. Cara Madre, per il vostro cuore in tal guisa travagliato impetratemi la virtù della pazienza e il dono della fortezza.
Pater, 7 Ave, Gloria

V. Vi compatisco, o Addolorata Maria, per quel martirio che il vostro cuor generoso sostenne in assistere a Gesù agonizzante. Cara Madre, per il cuor vostro in tal maniera martirizzato impetratemi la virtù della temperanza e il dono del consiglio.
Pater, 7 Ave, Gloria

VI. Vi compatisco, o Addolorata Maria, per quella ferita che il pietoso cuor vostro soffrì nella lanciata che squarciò il costato di Gesù e ferì l'amabilissimo suo Cuore. Cara Madre. per il cuor vostro in tal modo trafitto impetratemi la virtù della carità fraterna e il dono dell'intelletto.
Pater, 7 Ave, Gloria

VII. Vi compatisco, o Addolorata Maria, per lo spasimo che l'amantissimo vostro cuore sperimentò nella sepoltura di Gesù. Cara Madre, per il sacro vostro cuore in estremo rammaricato impetratemi la virtù della diligenza e il dono della sapienza.
Pater, 7 Ave, Gloria

                                                 SEQUENZA

Stabat Mater dolorósa
Juxta Crucem lacrimósa,
Dum pendébat Fílius.

Cujus ánimam geméntem,
Contristátam et doléntem
Pertransívit gládius.

O quam tristis et afflícta
Fuit illa benedícta
Mater Unigéniti!

Quæ mærébat et dolébat,
Pia Mater, dum vidébat
Nati poenas íncliti.

Quis est homo, qui non fleret,
Matrem Christi si vidéret
In tanto supplício?

Quis non posset contristári,
Christi Matrem contemplári
Doléntem cum Fílio?

Pro peccátis suæ gentis
Vidit Jesum in torméntis
Et flagéllis súbditum.

Vidit suum dulcem
Natum Moriéndo desolátum,
Dum emísit spíritum.

Eja, Mater, fons amóris,
Me sentíre vim dolóris
Fac, ut tecum lúgeam.

Fac, ut árdeat cor meum
In amándo Christum Deum,
Ut sibi compláceam.

Sancta Mater, istud agas,
Crucifixi fige plagas
Cordi meo válida.

Tui Nati vulneráti,
Tam dignáti pro me pati,
Poenas mecum dívide.

Fac me tecum pie flere,
Crucifíxo condolére,
Donec ego víxero.

Juxta Crucem tecum stare
Et me tibi sociáre
In planctu desídero.

Virgo vírginum præclára.
Mihi jam non sis amára:
Fac me tecum plángere.

Fac, ut portem Christi mortem,
Passiónis fac consórtem
Et plagas recólere.

Fac me plagis vulnerári,
Fac me Cruce inebriári
Et cruóre Fílii.

Flammis ne urar succénsus,
Per te, Virgo, sim defénsus
In die judícii.

Christe, cum sit hinc exíre.
Da per Matrem me veníre
Ad palmam victóriæ.

Quando corpus moriétur,
Fac, ut ánimæ donétur
Paradísi glória.
Amen.

Sta la Madre dolorosa
presso il legno lacrimosa
mentre pende il Figlio;

e quell'anima gemente,
contristata e insiem dolente,
una spada penetra.

Quanto triste e al duol soggetta
fu mai quella benedetta
Madre all'Unigenito!

E piangeva e si doleva
Madre pia, mentre vedeva
del Figliuol gli spasimi.

Chi n'avrebbe il ciglio asciutto
se vedesse in tanto lutto
quella Madre tenera?

Chi non resta contristato
contemplando col suo Nato
spasimar la Vergine?

Pel fallir delle sue genti
Gesù vide fra' tormenti,
dai flagelli lacero.

Ella vide il Figlio amato
negli estremi desolato
esalar lo spirito.

Madre, orsù, fonte d'amore,
fa ch'io senta il tuo dolore,
fammi teco piangere.

Fa che avvampi il cuore mio
nell'amor di Cristo Dio.
affinché io piacciagli.

Santa Madre, deh! m'appaga
di Gesù l'acerba piaga
forte in cuore infiggimi.

Del trio Figlio sì piagato
ch'ha per me tanto penato
il dolor dividimi.

Fa che teco, o Madre, io pianga
e il trafitto Dio compianga
finché duri il vivere.

Presso il Legno con te starmi
ed a Te, Madre, associarmi
nel pianto desidero.

Tra le vergini preclara,
volermi essere amara
fammi teco piangere.

Fa ch'io pensi a la sua morte,
del suo duolo sia consorte,
le sue piaghe io veneri.

Fa ch'io sia con Lui piagato,
della Croce sia inebriato,
del suo sangue vivido.

Perché sia dal fuoco illeso
per Te, Vergin, sia difeso
nel dì del giudizio.

Giunto, o Cristo, al mio partire
Per tua Madre, deh venire
Fammi alla vittoria.

Quando il corpo morto fia,
fa che all'alma data sia
la celeste gloria!
Amen.


V. Ora pro nobis, Virgo dolorosissima.
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

V. Prega per noi, Vergine addoloratissima.
R. Affinché siam fatti degni delle promesse di Cristo.

Oremus
Interveniat pro nobis, quaesumus, Domine Jesu Christe nunc et in hora mortis nostrae apud tuam clementiam beata Virgo Maria Mater tua, cujus sacratissimam animam in hora tuae Passionis doloris gladius pertransivit. Per te, Jesu Christe, Salvator mundi, qui cum Patre et Spiritu Sancto vivis et regnas per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo
Interceda per noi, presso la tua clemenza, te ne preghiamo, Signore Gesù Cristo, adesso e nell'ora della nostra morte, la beata Vergine Maria Madre tua, la cui anima sacratissima fu nell'ora della tua passione trapassata dalla spada del dolore. Per te, Gesù Cristo Salvatore del mondo, che col Padre e la Spirito Santo vivi e regni nei secoli dei secoli. Così sia.