sabato 17 marzo 2018

Sabato della Quarta Domenica di Quaresima - Stazione a San Nicola in Carcere

Gesù Cristo si proclama ed è la Luce che rivela al mondo il Padre, col quale forma una cosa sola. Egli ci illumina attraverso le verità della Fede e la grazia che riceviamo nei Sacramenti, specialmente quello del Battesimo. Non a caso in questo giorno la Chiesa Romana dell'antichità lo scrutinio più importante dei catecumeni ai quali venivano svelati i quattro Vangeli, il Simbolo della Fede e l'Orazione domenicale. Non dobbiamo quindi comportarci come gli Ebrei che preferirono le tenebre alla luce del Messia venuto, ma lasciamoci illuminare dal Cristo nelle nostre tenebre dell'ignoranza e del peccato.



INTROITUS
Isa 55:1.- Sitiéntes, venite ad aquas, dicit Dóminus: et qui non habétis prétium, veníte et bíbite cum lætítia.  ~~  Ps 77:1.- Atténdite, pópule meus, legem meam: inclináte aurem vestram in verba oris mei.  ~~  Glória  ~~  Sitiéntes, venite ad aquas, dicit Dóminus: et qui non habétis prétium, veníte et bíbite cum lætítia.

Isa 55:1.- O voi tutti che siete assetati, venite alle acque, dice il Signore; e voi pure che non avete denaro, venite e bevete con gioia.  ~~  Ps 77:1. - Alla mia legge, popolo mio, sempre l'orecchio rivolgi: a quel che ti dice la mia bocca presta attento l'orecchio.  ~~  Gloria  ~~  O voi tutti che siete assetati, venite alle acque, dice il Signore; e voi pure che non avete denaro, venite e bevete con gioia.

ORATIO
Orémus.
Fiat, Dómine, quaesumus, per grátiam tuam fructuósus nostræ devotiónis afféctus: quia tunc nobis próderunt suscépta ieiúnia, si tuæ sint plácita pietáti. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Signore, sia per la tua grazia fruttuoso il sentimento della nostra pietà: perché gli intrapresi digiuni solo ci saranno utili, se saranno graditi alla tua bontà. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Isa 49:8-15
Hæc dicit Dóminus: In témpore plácito exaudívi te, et in die salútis auxiliátus sum tui: et servávi te, et dedi te in foedus pópuli, ut suscitáres terram, et possidéres hereditátes dissipátas: ut díceres his, qui vincti sunt: Exíte: et his, qui in ténebris: Revelámini. Super vias pascéntur, et in ómnibus planis páscua eórum. Non esúrient neque sítient, et non percútiet eos æstus et sol: quia miserátor eórum reget eos, et ad fontes aquárum potábit eos. Et ponam omnes montes meos in viam, et sémitæ meæ exaltabúntur. Ecce, isti de longe vénient, et ecce illi ab aquilóne et mari, et isti de terra austráli. Laudáte, coeli, et exsúlta, terra, iubiláte, montes, laudem: quia consolátus est Dóminus pópulum suum, et páuperum suórum miserébitur. Et dixit Sion: Derelíquit me Dóminus, et Dóminus oblítus est mei. Numquid oblivísci potest múlier infántem suum, ut non misereátur fílio uteri sui? et si illa oblíta fúerit, ego tamen non oblivíscar tui, dicit Dóminus omnípotens.

Questo dice il Signore: «Nel tempo della grazia ti ho esaudito, nel giorno della salvezza ti ho soccorso e custodito, ti ho stabilito pegno d'alleanza col popolo, per ristorare la terra, per entrare in possesso delle eredità dissipate: per dire a quelli che sono in catene: “Andate liberi”; e a quelli che sono nelle tenebre: “Venite alla luce”. Pascoleranno liberamente e avranno pascoli in tutte le pianure. Non patiranno la fame, né la sete, non li offenderà il caldo, né il sole, perché un Pietoso li guiderà e li farà dissetare alle fontane di acqua. Renderò praticabili le montagne, e piane le vie. Ecco venir questi da lontano, ecco venirne altri dal settentrione e dal mare, ed altri dalla patte del mezzogiorno. Cantate o cieli; esulta, o terra; monti, erompete in gridi di gioia, perché il Signore ha consolato il suo popolo, e avrà pietà dei suoi miseri. Sion aveva detto: "Il Signore mi ha abbandonato, il Signore si è dimenticato di me". Può forse una donna dimenticare il suo bambino, da non aver compassione del frutto del suo seno? Quand'anche potesse essa dimenticarsene, io non mai», dice il Signore onnipotente.

GRADUALE
Ps 9:14, 1-2
Tibi, Dómine, derelíctus est pauper: pupíllo tu eris adiútor.
V. Ut quid, Dómine, recessísti longe, déspicis in opportunitátibus, in tribulatióne? dum supérbit ímpius, incénditur pauper.

O Signore, a te è affidato il povero; del pupillo Tu sarai il protettore.
V. Perché, o Signore, ti sei allontanato e ci hai dimenticato nell'ora della tribolazione e del bisogno? mentre l'empio insuperbisce e perseguita il debole.

EVANGELIUM
Sequéntia   sancti Evangélii secúndum Ioánnem.
Ioann 8:12-20
In illo témpore: Locútus est Iesus turbis Iudæórum, dicens: Ego sum lux mundi: qui séquitur me, non ámbulat in ténebris, sed habébit lumen vitæ. Dixérunt ergo ei pharisaei: Tu de te ipso testimónium pérhibes: testimónium tuum non est verum. Respóndit Iesus et dixit eis: Et si ego testimónium perhíbeo de meípso, verum est testimónium meum: quia scio, unde veni et quo vado: vos autem nescítis, unde vénio aut quo vado. Vos secúndum carnem iudicátis: ego non iúdico quemquam: et si iúdico ego, iudícium meum verum est, quia solus non sum: sed ego et, qui misit me, Pater. Et in lege vestra scriptum est, quia duórum hóminum testimónium verum est. Ego sum, qui testimónium perhíbeo de meípso: et testimónium pérhibet de me, qui misit me, Pater. Dicébant ergo ei: Ubi est Pater tuus? Respóndit Iesus: Neque me scitis neque Patrem meum: si me sciretis, fórsitan et Patrem meum scirétis. Hæc verba locútus est Iesus in gazophylácio, docens in templo: et nemo apprehéndit eum, quia necdum vénerat hora eius.

Allora cosi parlò Gesù alle turbe dei Giudei: «Io sono la luce del mondo: chi mi segue non camminerà nelle tenebre; ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i Farisei: «Tu rendi testimonianza di te stesso: la tua testimonianza non vale». Gesù replicò loro: «Anche se io rendo testimonianza di me stesso, è valida la mia testimonianza, perché so donde io venga, e dove io vada. Voi giudicate secondo la carne: io non giudico nessuno; ma se giudico io, il mio giudizio è retto, perché non sono solo, ma con me è il Padre che mi ha inviato. E nella vostra legge, sta appunto scritto che è valida la testimonianza di due persone. Or a render testimonianza di me stesso, ci sono io ed il Padre che mi ha mandato». Gli dissero allora: «Dov'è tuo Padre?». Rispose Gesù: «Non conoscete né me, né il mio Padre; se conosceste me, conoscereste pure il mio Padre». Tali parole disse Gesù nel gazofilacio, insegnando nel tempio, e nessuno lo prese, perché non era ancora giunta l'ora sua.

OFFERTORIUM
Ps 17:3
Factus est Dóminus firmaméntum meum, et refúgium meum, et liberátor meus: et sperábo in eum.

Il Signore è il mio fermo appoggio, il mio rifugio, il mio liberatore; in Lui confido.

SECRETA
Oblatiónibus nostris, quaesumus, Dómine, placáre suscéptis: et ad te nostras etiam rebélles compélle propítius voluntátes. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Te ne preghiamo, o Signore: sii placato da questa offerta a te gradita; e propizio attira a te anche le nostre ribelli volontà. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRÆFATIO DE QUADRAGESIMA
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: Qui corporáli ieiúnio vitia cómprimis, mentem élevas, virtútem largíris et proemia: per Christum, Dóminum nostrum. Per quem maiestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admítti iúbeas, deprecámur, súpplici confessióne dicéntes

È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Che col digiuno corporale raffreni i vizii, sollevi la mente, largisci virtú e premii: per Cristo nostro Signore. Per mezzo di Lui, la tua maestà lodano gli Angeli, adorano le Dominazioni e tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtú celesti e i beati Serafini la célebrano con unanime esultanza. Ti preghiamo di ammettere con le loro voci anche le nostre, mentre supplici confessiamo dicendo

COMMUNIO
Ps 22:1-2
Dóminus regit me, et nihil mihi déerit: in loco páscuæ ibi me collocávit: super aquam refectiónis educávit me.

Il Signore è il mio pastore; non manco di nulla; per erbosi pascoli mi conduce; ad acque ristoratrici mi guida.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Tua nos, quaesumus, Dómine, sancta puríficent: et operatióne sua tibi plácitos esse perfíciant. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Signore, te ne preghiamo: questi sacri misteri ci purifichino, e con la loro virtù a te ci rendano accetti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

ORATIO SUPER POPULUM
Orémus.
V. Humiliáte cápita vestra Deo.
Deus, qui sperántibus in te miseréri pótius éligis quam irasci: da nobis digne flere mala, quæ fécimus; ut tuæ consolatiónis grátiam inveníre mereámur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
V. Inchinatevi davanti a Dio.
O Dio, che verso coloro che in te confidano preferisci il perdono all'ira; concedici di potere degnamente piangere le colpe commesse, per poter meritare la grazia di essere da te consolati. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.