mercoledì 21 marzo 2018

Mercoledì di Passione - Stazione a San Marcello al Corso

La Chiesa, nella liturgia della messa odierna, ci invita a rispettare la legge del Signore perché solo compiendo i suoi comandi saremo degni della sua protezione. Non siamo come i Giudei che respinsero Cristo che pure operava miracoli davanti ai loro occhi: fuggiamo il peccato e manteniamoci puri nell'osservanza dei dovere del cristiano.




INTROITUS
Ps 17:48-49.- Liberátor meus de géntibus iracúndis: ab insurgéntibus in me exaltábis me: a viro iníquo erípies me, Dómine.  ~~  Ps 17:2-3. - Díligam te, Dómine, virtus mea: Dóminus firmaméntum meum, et refúgium meum, et liberátor meus.  ~~  Liberátor meus de géntibus iracúndis: ab insurgéntibus in me exaltábis me: a viro iníquo erípies me, Dómine.

Ps 17:48-49.-  O Dio, Tu sei il mio liberatore dai miei nemici violenti; sopra i miei assalitori Tu mi sollevi, mi scampi dall'uomo iniquo.  ~~  Ps 17:2-3. - Io ti amo, Signore, mia forza: mio Dio, mia rupe e difesa, e mio liberatore.  ~~  O Dio, Tu sei il mio liberatore dai miei nemici violenti; sopra i miei assalitori Tu mi sollevi, mi scampi dall'uomo iniquo.

ORATIO
Orémus.
Sanctificáto hoc ieiúnio, Deus, tuórum corda fidélium miserátor illústra: et quibus devotiónis præstas afféctum, præbe supplicántibus pium benígnus audítum.
Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
O Signore, illumina i cuori dei tuoi fedeli, che hanno santificato questo digiuno; e a coloro cui doni lo spirito di pietà presta benigno ascolto, quando ti invocano. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LECTIO
Léctio libri Levítici.
Lev 19:1-2, 11-19, 25
In diébus illis: Locútus est Dóminus ad Móysen, dicens: Lóquere ad omnem coetum filiórum Israël, et dices ad eos: Ego Dóminus, Deus vester. Non faciétis furtum. Non mentiémini, nec decípiet unusquísque próximum suum. Non periurábis in nómine meo, nec póllues nomen Dei ;ui. Ego Dóminus. Non fácies calúmniam próximo tuo: nec vi ópprimes eum. Non morábitur opus mercennárii tui apud te usque mane. Non maledíces surdo, nec coram cæco pones offendículum: sed timébis Dóminum, Deum tuum, quia ego sum Dóminus. Non fácies quod iníquum est, nec iniúste iudicábis. Non consíderes persónam páuperis, nec honóres vultum poténtis. Iuste iúdica próximo tuo. Non eris criminátor, nec susúrro in pópulo. Non stabis contra sánguinem próximi tui. Ego Dóminus. Non óderis fratrem tuum in corde tuo, sed públice árgue eum, ne hábeas super illo peccátum. Non quæras ultiónem, nec memor eris iniúriae cívium tuórum. Díliges amícum tuum sicut teípsum. Ego Dóminus. Leges meas custodíte. Ego enim sum Dóminus, Deus vester.

In quei giorni il Signore parlò a Mosè dicendo: «Parla a tutta l'assemblea dei figli d'Israele così: Io sono il Signore Dio vostro. Non ruberete. Non mentirete, e nessuno ingannerà il suo prossimo. Non giurerai il falso nel mio nome, e non profanerai così il nome del tuo Dio: sono io il Signore. Non calunnierai il tuo prossimo, né l'opprimerai con la violenza. Il salario del tuo operaio non resterà presso di te fino al giorno dopo. Non maledirai il sordo, e non porrai inciampi dinanzi al cieco; ma temerai il Signore Dio tuo: sono io il Signore. Non farai ciò che è iniquo, né giudicherai contro giustizia. Non guardare in faccia il povero, né compiacere al potente; ma giudica il tuo prossimo con giustizia. Non diventare accusatore e maldicente nel tuo popolo. Non rimanere inerte al pericolo del tuo vicino: sono io il Signore. Non odiar il tuo fratello nel tuo cuore, ma correggilo francamente, per non caricarti di peccati causa di lui. Non vendicarti, non ricordar l'ingiuria dei tuoi concittadini, anzi amerai il tuo prossimo come te stesso: son io il Signore. Osservate le mie leggi, perché sono il Signore Dio vostro».

GRADUALE
Ps 29:2-4
Exaltábo te, Dómine, quóniam suscepísti me: nec delectásti inimícos meos super me.
V. Dómine, Deus meus, clamávi ad te, et sanásti me: Dómine, abstraxísti ab ínferis ánimam meam, salvásti me a descendéntibus in lacum.

Ti voglio lodare, o Signore, perché mi hai salvato; e non hai concesso ai miei nemici di godere dei miei mali.
V. Signore, mio Dio, a te gridai e mi risanasti. Signore, Tu mi hai sottratto all'abisso, mi hai tratto in vita dalla turba che scendeva nella fossa.

TRACTUS
Ps 102:10
Dómine, non secúndum peccáta nostra, quæ fécimus nos: neque secúndum iniquitátes nostras retríbuas nobis.
Ps 78:8-9.
Dómine, ne memíneris iniquitátum nostrárum antiquárum: cito antícipent nos misericórdiæ tuæ, quia páuperes facti sumus nimis. [Hic genuflectitur]
V. Adiuva nos, Deus, salutáris noster: et propter glóriam nóminis tui, Dómine, líbera nos: et propítius esto peccátis nostris, propter nomen tuum.

Non trattarci, Signore, secondo i nostri errori, non punirci secondo le nostre colpe.
V. Non ricordarti con noi delle colpe antiche: presto ci venga incontro il tuo affetto, perché siamo molto deboli.
V. Aiutaci, o Dio della salvezza: e per la gloria del tuo nome, liberaci, Signore: e perdona i nostri errori per amore del tuo nome.

EVANGELIUM
Sequéntia sancti Evangélii secúndum Ioánnem.
Ioann 10:22-38
In illo témpore: Facta sunt Encaenia in Ierosólymis: et hiems erat. Et ambulábat Iesus in templo, in pórticu Salomónis. Circumdedérunt ergo eum Iudaei, et dicébant ei: Quoúsque ánimam nostram tollis? Si tu es Christus, dic nobis palam. Respóndit eis Iesus: Loquor vobis, et non créditis: Opera, quæ ego fácio in nómine Patris mei, hæc testimónium pérhibent de me: sed vos non créditis, quia non estis ex óvibus meis. Oves meæ vocem meam áudiunt: et ego cognósco eas, et sequúntur me: et ego vitam ætérnam do eis: et non períbunt in ætérnum, et non rápiet eas quisquam de manu mea. Pater meus quod dedit mihi, maius ómnibus est: et nemo potest rápere de manu Patris mei. Ego et Pater unum sumus. Sustulérunt ergo lápides Iudaei, ut lapidárent eum. Respóndit eis Iesus: Multa bona ópera osténdi vobis ex Patre meo, propter quod eórum opus me lapidátis? Respondérunt ei Iudaei: De bono ópere non lapidámus te, sed de blasphémia: et quia tu, homo cum sis, facis teípsum Deum. Respóndit eis Iesus: Nonne scriptum est in lege vestra: quia Ego dixi, dii estis? Si illos dixit deos, ad quos sermo Dei factus est, et non potest solvi Scriptúra: quem Pater sanctificávit, et misit in mundum, vos dicitis: Quia blasphémas: quia dixi, Fílius Dei sum? Si non fácio ópera Patris mei, nolíte crédere mihi. Si autem fácio, et si mihi non vultis crédere, opéribus crédite, ut cognoscátis et credátis, quia Pater in me est et ego in Patre.

In quel tempo: si faceva in Gerusalemme la festa della Dedicazione; ed era inverno. Gesù passeggiava. nel tempio, sotto il portico di Salomone. Gli si affollarono allora d'intorno i Giudei, e gli dissero: «Fino a quando terrai sospeso il nostro animo? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente». Rispose loro Gesù: «Ve l'ho detto, e non credete: le opere che faccio in nome del Padre mio, queste mi rendono testimonianza. Ma voi non credete, perché non siete delle mie pecorelle. Le mie pecorelle ascoltano la mia voce; io le conosco ed esse mi seguono. E dò loro la vita eterna e mai periranno, e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date è più grande di tutti, e nessuno può rapirle di mano al Padre mio! Io ed il Padre siamo una sola cosa». I Giudei diedero allora di piglio alle pietre, per lapidario. Gesù disse loro: «Molte buone opere vi mostrai in virtù del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per nessuna opera buona; ma per la bestemmia, perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Replicò loro Gesù: «Non è scritto nella vostra legge: “Io dissi: voi siete dèi?”. Ora se dèi chiamò quelli ai quali Dio parlò, e la Scrittura non può essere smentita, a me che il Padre ha consacrato e mandato al mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: “Son Figlio di Dio”? Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete. Ma se le faccio, anche se non volete credere a me, credete alle opere: onde sappiate e riconosciate che il Padre è in me ed io nel Padre».

OFFERTORIUM
Ps 58:2
Eripe me de inimícis meis, Deus meus: et ab insurgéntibus in me líbera me, Dómine.

Dio mio, salvami dalle mani dei miei avversari e liberami da coloro che si levano contro di me, o Signore.

SECRETA
Annue, miséricors Deus: ut hóstias placatiónis et laudis sincéro tibi deferámus obséquio. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Fa', o Dio misericordioso, che ti offriamo con sincera devozione queste offerte di propiziazione e di lode. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRÆFATIO DE SANCTA CRUCE
Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: Qui salútem humáni géneris in ligno Crucis constituísti: ut, unde mors oriebátur, inde vita resúrgeret: et, qui in ligno vincébat, in ligno quoque vincerétur: per Christum, Dóminum nostrum. Per quem maiestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admítti iúbeas, deprecámur, súpplici confessióne dicéntes:

È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Che hai procurato la salvezza del genere umano col legno della Croce: cosí che da dove venne la morte, di là risorgesse la vita, e chi col legno vinse, dal legno fosse vinto: per Cristo nostro Signore. Per mezzo di Lui la tua maestà lodano gli Angeli, adorano le Dominazioni e tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtú celesti e i beati Serafini la célebrano con unanime esultanza. Ti preghiamo di ammettere con le loro voci anche le nostre, mentre supplici confessiamo dicendo

COMMUNIO
Ps 25:6-7
Lavábo inter innocéntes manus meas, et circuíbo altáre tuum, Dómine: ut áudiam vocem laudis tuæ, et enárrem univérsa mirabília tua.

Nell'innocenza tengo pure le mie mani; e intorno al tuo altare voglio stare, o Signore, alzando accenti di lode e narrando tutti i tuoi prodigi.

POSTCOMMUNIO
Orémus.
Coeléstis doni benedictióne percépta: súpplices te, Deus omnípotens, deprecámur; ut hoc idem nobis et sacraménti causa sit et salútis. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Ricevuta la benedizione del tuo celeste dono, fa', o Signore onnipotente, te ne supplichiamo, che quello stesso dono sia per noi segno e causa di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

ORATIO SUPER POPULUM
Orémus.
V. Humiliáte cápita vestra Deo.
Adésto supplicatiónibus nostris, omnípotens Deus: et, quibus fidúciam sperándæ pietátis indúlges; consuétæ misericórdiæ tríbue benígnus efféctum. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
V. Inchinatevi davanti a Dio.
O Dio onnipotente, accetta le nostre suppliche e a quanti concedi la fiducia nella tua bontà, da' pure l'effetto della tua consueta misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Nessun commento:

Posta un commento